DIFESA: TORNA RAMI, MA INZAGHI HA RITROVATO EQUILIBRI IMPORTANTI

DIFESA: TORNA RAMI, MA INZAGHI HA RITROVATO EQUILIBRI IMPORTANTI

Adil Rami esulta per il gol al Cesena (fonte foto: www.gazzetta.it)
Adil Rami esulta per il gol al Cesena (fonte foto: www.gazzetta.it)
Dove esiste la gerarchia, non esiste la competizione. Nessuno, ai tempi di Thiago Silva e Nesta, si sarebbe mai permesso di parlare di “lotta” per una maglia da titolare. Se quei due stavano bene, giocavano loro. Punto. E’ la gerarchia. Il riconoscimento esplicito di una superiorità evidente.Oggi che di fuoriclasse veri, come difensori centrali, ne esistono pochi in generale, nessuno al Milan, sono arrivati i tempi della competizione: Alex, Mexes, Paletta, Rami, Zapata ed, all’occorrenza, Bocchetti e Bonera. Qual è la coppia migliore?Ad inizio stagione sembravano non esserci dubbi: l’appeal internazionale e l’esperienza di Alex (acquisto a parametro zero dopo un anno da protagonista al PSG) e la corte estiva spietata di Galliani a Rami (dopo la buona impressione lasciata nella seconda metà del campionato scorso dal giocatore franco-marocchino), parevano rendere le scelte di Inzaghi abbastanza scontate. Come sono andare le cose è un fatto noto: il giocatore brasiliano, classe 1982, ha confermato la sua cronica predisposizione all’infortunio e nonostante sia tornato a disposizione da tempo, non gioca titolare dal 28 febbraio 2015 nella gara esterna contro il Chievo. Dimenticato.Rami, classe 1985, ha comunque collezionato 19 presenze in campionato, con 1 gol, molte, però, dopo essere stato “dirottato” sulla fascia destra (per esempio, non indimenticabili le sue prestazioni a Torino con la Juventus e nella gara casalinga con l’Empoli). A causa di un infortunio è fuori dalla gara col Cesena del 22 febbraio. La sua stagione non può essere valutata se non contestualizzandola con quella di tutta la squadra. Mai tra i peggiori, tendenzialmente affidabile (più nella posizione di difensore centrale, che di terzino destro), mai impeccabile. Le intemperanze fuori dal campo, le lasciamo agli esperti di cronaca rosa. Le notizie più recenti lo danno ormai per pronto al ritorno, avendo lavorato per tutta la seduta di mercoledì con il resto della squadra. Impiego difficile, da titolare sicuramente no.Ciò detto, le ultime gare di campionato sembrano aver “cementato” nella testa di Inzaghi la scelta di impiegare dal primo minuto la coppia Mexes-Paletta.A dir poco “avventurosa” la stagione del giocatore francese: da elemento “ostracizzato” dal resto della rosa ad inizio anno (colpevole, agli occhi della società, di non aver voluto accettare altre destinazioni, mentre, agli occhi dei tifosi, colpevole di guadagnare troppo in relazione alle prestazioni sul campo), a titolare fisso, seppur per mancanza di alternative, nella fase centrale del campionato. L’improvviso raptus al termine della gara esterna contro la Lazio e la conseguente squalifica di 4 giornate, avevano fatto pensare ai più che, quella dell’Olimpico, sarebbe stata la sua ultima apparizione in maglia rossonera; infatti, oltre alla pessima immagine veicolata dallo stesso centrale (non certo nuovo a momenti di appannamento mentale), la scadenza imminente del contratto ponevano le basi per una sua definitiva retrocessione nelle gerarchie di mister Inzaghi. Invece dopo la panchina di Verona (0-0 contro il Chievo), sorprendentemente, il rilancio come titolare. E da quel momento, sempre in campo per 90 minuti. L’impressione è che le “amnesie” difensive siano sempre in agguato, ma almeno grinta, temperamento  e personalità sono garantite. Speriamo solo fino alla conclusione della stagione.Per Paletta, l’annata, è stata fortemente influenzata da due fattori: Parma e la schiena. Sulle note vicissitudini societarie è meglio non aggiungere nulla, mentre i problemi accusati fin da inizio stagione ne hanno rallentato la preparazione, lo hanno tenuto lontano dai campi di gioco fino a metà dicembre, ne hanno, sicuramente, influenzato il rendimento. Anche per lui valgono discorsi già fatti: mai tra i peggiori, ma nemmeno sempre impeccabile (si veda il rigore causato a Palermo) ed esente da colpe; è altrettanto vero, però, che è decisamente meno “emotivo” di altri difensori, più costante nel rendimento. Sembra essere adatto a far coppia con Mexes soprattutto perché i due non si assomigliano in nulla, perfettamente complementari, due mondi opposti.Questa sarà la scelta di Inzaghi per la gara interna con la Sampdoria; per i fuoriclasse si prega di ripassare.Matteo Forner 

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