DESTRO ESCLUSO DA INZAGHI. COSA C’E’ DIETRO?

DESTRO ESCLUSO DA INZAGHI. COSA C’E’ DIETRO?

Destro - fonte: gol.com
Destro – fonte: gol.com
Tra le tante scelte di Super Pippo che, ahinoi, ormai fanno sempre piú discutere, é passata un pó sotto traccia l’esclusione di Mattia Destro dall’undici titolare di Sabato scorso.Nel post partita, infatti, tutte le attenzioni dei media erano giustamente focalizzate sull’ennesimo risultato negativo della squadra e sulla posizione sempre piú traballante dell’ex numero 9 rossonero.Passata l’ennesima domenica carica di tensioni e preso atto della non decisione della societá sul mister, vale la pena approfondire brevemente questa scelta di Inzaghi che, ai piú, é parsa quanto meno sospetta.Da quando é arrivato in rossonero, grazie anche al cambio di modulo voluto dall’allenatore, Destro é sempre partito titolare e quindi non ci si spiega l’esclusione in una gara casalinga che sembrava fatta apposta per sfruttare le doti da opportunista e la freschezza fisica dell’ex giallorosso.All’unica domanda ricevuta sul tema in sala stampa, Inzaghi ha risposto in maniera vaga e poco convincente rimarcando semplicemente come fino a sabato Destro avesse sempre giocato dal primo minuto e come fosse giusto dare un’opportunitá dall’inizio ad un grande attaccante come Pazzini.Sorge spontaneo chiedersi come mai Inzaghi abbia iniziato ad accorgersi delle doti del Pazzo solamente a Marzo dopo averlo utilizzato per molti mesi con il contagocce nonostante fosse opinione comune che in molte partite la squadra necessitasse di una presenza costante in aria di rigore.Pur riconoscendo che le prestazioni di Destro, fino ad ora, non siano state all’altezza, resta difficile credere ad un’esclusione puramente tecnica.Cosa potrebbe esserci sotto? Molti stanno iniziando a porsi questa domanda e la mente di tutti non puó non andare alla stagione 2011-2012 e ad Alberto Aquilani; il centrocampista romano, arrivato al Milan in prestito dal Liverpool ed autore di una prima parte di stagione positiva, nel girone di ritorno fu messo ai margini della rosa perché tra il Milan e i Reds era stato fissato l’obbligo di riscatto legato al numero di presenze; il Milan, forte anche del futuro ingaggio di Montolivo a parametro zero, decise per tempo di non riscattare il giocatore e quindi evitó di fargli vedere il campo tra qualche allusione e qualche infortunio diplomatico.La situazione Destro non é cosi definita ma non ci sentiamo di escludere che qualche analogia, dietro le quinte possa esserci: la certezza é che, a differenza di Aquilani, tra Roma e Milan l’accordo prevede un diritto di riscatto fissato a 16 milioni (piú bonus) e non si fa esplicito riferimento ad un numero di presenze. Tuttavia, qualora nelle prossime partite il minutaggio di Destro continuasse ad essere ridotto, prenderebbe sempre piú corpo la tesi del non riscatto e che quindi il Milan abbia giá deciso di non voler puntare sul giocatore per le prossime stagioni.Sicuramente la cifra da mettere sul piatto in estate é molto importante, ma se si vuole veramente varare un nuovo progetto che punti su giocatori giovani ed italiani, il riscatto del centravanti marchigiano dovrá essere gioco forza il punto di partenza del prossimo mercato.Se cosí non fosse, il prestito di Destro sarebbe stata l’ennesima operazione senza alcuna logica e senza alcun tipo di programmazione.La speranza, quindi, é che la panchina di sabato sera sia stata davvero una scelta tecnica ma come diceva qualcuno diversi anni fa: “a pensar male si fa peccato ma spesso …. ci si azzecca”.Gaetano De Pippo

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