DAL 4-3-3 ALL’ALBERELLO: IL MILAN CAMBIA FORMA (E FORSE ANCHE MERCATO)

DAL 4-3-3 ALL’ALBERELLO: IL MILAN CAMBIA FORMA (E FORSE ANCHE MERCATO)

Commenta per primo!

Pippo Inzaghi durante l'allenamento a Milanello (acmilan.com)
Pippo Inzaghi durante l’allenamento a Milanello (acmilan.com)
Nelle ultime due partite, quelle contro il Napoli e la Roma, impegni difficili che i rossoneri hanno affrontato al meglio, portando a casa 4 punti, si è rivisto un Milan indossare un abito che sembrava ormai fuori moda, creato da Carlo Ancelotti. Il vestito ha lo strano nome di “Albero di Natale”. Il tessuto, anni fa, era più pregiato, ora meno, ma il sarto Inzaghi ha la stessa voglia di emergere del maestro Ancelotti, freschissimo campione del Mondo. Se anni fa Rui Costa e Rivaldo prima, Kakà e Seedorf poi sono stati modelli d’eccezione, ora bisogna “accontentarsi” i Bonaventura e Honda.Inzaghi ha riproposto quel 4-3-2-1  che tra il 2002 e il 2007 ha dominato in Europa. Due trequartisti dietro una sola punta, qualità al potere, un solo incontrista. Ora Inzaghi non ha un centrocampo di quella qualità, ma l’idea è la stessa: due centrocampisti offensivi che accompagnano il centravanti non partendo larghi, ma più stretti. Bonaventura si è completamente esaltato con questo nuovo modulo: gol e assist contro il Napoli, partita di sostanza contro la Roma. Questo ritorno al passato ha tagliato le gambe di El Shaarawy: il Faraone deve cambiare il suo stile di gioco per adeguarsi alla nuova idea di gioco.Basta esterni puri, come ad esempio Alessio Cerci, ma giocatori “ibridi”, alla Jack Bonaventura, per esempio. Centrocampisti in grado di creare la superiorità numerica, fornire assist ai compagni e inserirsi in zona gol. Per questo sono stati fatti i nomi di Diamanti, Sneijder e Verdi, come soluzione low cost. Un Milan che cambia pelle e, forse, anche mercato.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy