DAL 4-3-3 AL 4-2-3-1, SENZA DIMENTICARE L’ALBERELLO, PRO E I CONTRO

DAL 4-3-3 AL 4-2-3-1, SENZA DIMENTICARE L’ALBERELLO, PRO E I CONTRO

Filippo Inzaghi a Milanello (fonte foto: www.fourfourtwo.com)
Filippo Inzaghi a Milanello (fonte foto: www.fourfourtwo.com)
In questo inizio di stagione Filippo Inzaghi ha proposto diverse soluzioni tattiche per il Milan e ha cambiato diversi moduli. Il suo schema iniziale era il 4-3-3, ma il tecnico ha variato diverse volte, provando anche un Milan con un centrocampo a due e ultimamente riportando in auge l’albero di Natale varato da Ancelotti più di 10 anni fa. Tutti questi schemi presentano pregi e difetti, vediamo i quali, anche in relazione all’attuale rosa del Milan e all’imminente mercato:4-3-3: Il primo modulo varato da Inzaghi, il più usato. Pensato per esaltare prime punte come Torres e Pazzini, alla fine è diventato il sistema di gioco ideale per Jeremy Menez, classico “falso nueve”. La squadra lo interpreta giocando sulle ripartenze, il Milan cerca di coprirsi molto per sfruttare la velocità di Honda, El Shaarawy e Menez per fare male in contropiede. Purtroppo con un attaccante di ruolo non ha mai funzionato a pieno e Bonaventura, per quanto a suo agio anche come mezz’ala, non riesce a rendere al meglio. La partenza di Honda per la Coppa d’Asia, le difficoltà di El Shaarawy, lo scarso feeling di Torres con il gol e i pochissimi minuti giocati da Pazzini impongono un cambio sul mercato. Una prima punta (se non due vista la presenza di Niang) è sicuramente di troppo e un altro esterno potrebbe fare comodo.4-2-3-1: Lanciato da Seedorf la scorsa stagione il modulo “alla spagnola” è il più offensivo di tutti, ma garantisce anche qualche certezza in mezzo al campo, anche grazie al rientro di Montolivo che, assieme a De Jong, ha dimostrato di costituire una cerniera molto importante. Questa soluzione permette di schierare una prima punta, Torres, supportata da Menez. Sulle ali El Shaarawy, Honda e Bonaventura possono tutti reclamare minuti importanti e i primi due, eventualmente, possono giocare anche dietro alla prima punta. Se poi la partita dovesse richiederlo si può trasformare agilmente in un più coperto 4-4-2. Anche in questo caso sul mercato servirebbe qualche ritocco, soprattutto per le difficoltà di Torres. Con questo schieramento poi diventa particolarmente importante il ruolo dei terzini, ma i rientri imminenti di Abate e De Sciglio dovrebbero giovare non poco.4-3-2-1: L’albero di Natale, tornato di moda contro il Napoli e confermato a Roma è probabilmente la soluzione ideale per questo Milan. Il centrocampo a 3, con De Jong davanti alla difesa, Montolivo come fonte di gioco e Poli in grado di inserirsi tra le linee, è forse la miglior soluzione vista quest’anno. Davanti Menez è libero di svariare su tutto il fronte offensivo, ma anche Torres dovrebbe trovarsi a suo agio in un contesto simile, alle sue spalle Honda e soprattutto Bonaventura sono in grado di esprimersi al meglio, senza essere costretti ad agire come ali pure. In particolare “Jack” si è adattato immediatamente al ruolo, sia in fase di possesso, sia in quella di non possesso quando è stato spesso determinante. Con questo schieramento il sacrificato numero 1 sembra essere Stephan El Shaarawy e non è un caso che negli ultimi giorni le voci di mercato attorno al “Faraone” si siano moltiplicate. La partenza di Honda per il Giappone potrebbe però dargli occasioni nuove, sempre che non arrivi uno tra Cerci e Diamanti, giocatori accostati al Milan con una certa insistenza.

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