DA ANCELOTTI A BROCCHI: MILAN, UNA STRATEGIA POCO CHIARA

DA ANCELOTTI A BROCCHI: MILAN, UNA STRATEGIA POCO CHIARA

Cristian Brocchi, tecnico della Primavera (stopandgoal.net)
Cristian Brocchi, tecnico della Primavera (stopandgoal.net)
Sulla sponda rossonera del Naviglio regna il caos.Una situazione preoccupante in vista della prossima stagione, attesa per forza di cose come quella del rilancio.Partendo dalla cessione delle quote societarie, fino al completamento della rosa, passando per i quadri societari e la scelta dell’ allenatore non sembra esserci una strategia precisa per uscire dal tunnel. Infatti il tormentone che tiene ormai banco da settimane riguarda la scelta del nuovo mister.Il primo nome sul taccuino era quello di Ancelotti. Scelta di cuore ma consapevoli di cercare un vincente dotato di carisma e sicuramente tra i migliori allenatori del mondo. In serata è arrivato l’atteso no, e ora la dirigenza rossonera dovrà per forza ripiegare su idee alternative.La logica sarebbe quella di cercare profili simili al tecnico emiliano e invece i nomi che circolano sono di allenatori più o meno meritevoli ma, simbolo inequivocabile di grande confusione, per mentalità, schemi, gestione del gruppo e richieste sul mercato, diversi tra loro, dando così adito ai tifosi  di contestare una società apparsa incoerente e scriteriata.Il piano B porta alla coppia Brocchi – Lippi. Passare dall’allenatore campione d’Europa giusto un anno fa a un allenatore emergente (il terzo in due anni) sarebbe come fare un viaggio agli antipodi e rappresenterebbe l’ennesimo azzardo avendo ancora fresco nella memoria il fallimento di Inzaghi.Scorrendo la lista si arriva a Montella. Il tecnico della Viola preferisce costruire da zero un progetto dando alla sua squadra un’ impronta spagnola basata sul possesso palla e piena di qualità.In ribasso Mihajlovic. Il serbo ha un’indole da sergente di ferro, capace di tenere in pugno il gruppo prediligendo un gioco battagliero molto fisico in ogni parte del campo.Poche chance per Sarri. La rivelazione dell’ultima stagione plasma le sue squadre a sua immagine e somiglianza ma bisogna vedere se il giocattolo Empoli si possa ricreare in un ambiente carico di pressione con uno spogliatoio meno equilibrato.Infine il C.T. Conte. Non ha bisogno di presentazioni ma anche lui è un allenatore da trincea, tutto corsa e pressing ma che pretende campioni in rosa per tornare competitivo fin da subito.La cosa migliore da fare, in sostanza, è prendere una strada, seguire una filosofia e investire soprattutto soldi in quella direzione sennò si rischia di arrivare in stazione ad Agosto che il treno è già partito.Davide Benericetti

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