CRISI MILAN, 7 CAPITANI IN 22 GARE. E CHE CAPITANI…

CRISI MILAN, 7 CAPITANI IN 22 GARE. E CHE CAPITANI…

fonte foto: fourfiveandycarrol.wordpress.com
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C’era una volta il Milan degli Invincibili, quella squadra che dominava in Italia, in Europa e nel Mondo… Un Milan televisivamente in bianco e nero che schiacciava tecnicamente e tatticamente ogni squadra che gli si poneva di fronte, vedi il 4-0 in finale di Champions con il Barcellona. C’è oggi, invece, un Milan in HD che invece di bucare lo schermo grazie alle più moderne tecnologie, arranca tra le due metà della classifica di Serie A, che fa una fatica terribile con le piccole e con le grandi fa quel che può…Emblema di questo momento di crisi rossonera è la diaspora della fascia di Capitano, quella fascia che per decenni è stato ad appannaggio di due mostri sacri come Baresi e Maldini, due che il rossonero l’avevano non solo sulla pelle, ma anche e soprattutto nel cuore e nel DNA. Fino a pochi anni fa, a portare quella Onorificenza sul braccio, erano una, massimo due persone a stagione, tutte figure che incutevano rispetto e, perché no, timore reverenziale non solo negli avversari, ma anche e in particolar modo nei compagni. Se non erano Baresi o Maldini, erano grandi rossoneri come Costacurta, Gattuso, Ambrosini… Ma solo se il Capitano era costretto fuori dal campo. Dopo l’addio di Gattuso e Ambrosini, la fascia di leader rossonero è passata di braccio in braccio, senza trovare un padrone assoluto.Per volere societario, La Fascia sarebbe oggi proprietà di Montolivo: il primo, dopo decenni, scelto non per la sua lunga militanza rossonera, ma per la sua (teorica) leadership tecnica, in campo e fuori. A causa di qualche infortunio di troppo, il valore della fascia quest’anno è crollato di pari passo con la classifica rossonera: in principio fu Bonera, poi in ordine Abbiati, Abate, Mexes, Alex, fino al settimo e ultimo insignito di tale “onore”, Sulley Muntari. Lungi da dare giudizi sugli uomini, si stringe il cuore a vedere come ormai diventare Capitano del Milan sia diventato terribilmente facile: va da sé, quindi, che tale compito viene sempre più vissuto all’acqua di rose da personaggi che in passato avrebbero solo sognato di avvicinare i colori rossoneri. La speranza, in questo pozzo senza fondo che sta diventando la stagione rossonera, è che il triste record di 7 capitani in 22 giornate, in poco più di metà di una sola stagione non venga ulteriormente aggiornato, perché sarebbe il sintomo di un Milan sempre più terra di tutti ma, soprattutto, terra di nessuno. Perché sarebbe un ulteriore schiaffo alla Società che fu la più titolata al Mondo.

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