CRISI INTER. MILAN, C’E’ CHI STA PEGGIO?

CRISI INTER. MILAN, C’E’ CHI STA PEGGIO?

Fonte foto: www.calciomercato.napoli.it
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Premessa: pensare di poter trovare parziale consolazione alle proprie difficoltà ragionando di quelle altrui, è l’atteggiamento tipico dei mediocri. Con tutta evidenza, però, le vicende sportive stagionali di Milan ed Inter, così diverse ma accomunate da una classifica chiaramente deficitaria, meritano di essere valutate in parallelo.Al capitolo similitudini possiamo trovare la posizione in classifica e, quindi, i punti ottenuti (38 contro 37 in 28 partite), la differenza gol (+ 16 per entrambe) e l’evidente divario tra le aspettative di inizio stagione (nel caso del Milan) e conseguenti all’avvento di Mancini (nel caso dell’Inter) e la situazione attuale di entrambe. Inoltre non possono sfuggire le difficoltà gestionali delle due società, super-indebitate, con un Inter con bilanci in perdita cronica da troppi anni e con un Milan che, proprio con il bilancio 2014, tornerà, verosimilmente, a segnare uno squilibrio piuttosto pesante (tra i 40 e i 50 milioni di euro).Gli elementi di contatto tra i due club sembrano davvero finire qua. Infatti, se parte una parte, sponda nerazzurra, le scelte strategiche di fondo (passaggio di proprietà e conseguente assetto dirigenziale, guida tecnica) non troveranno modifiche con l’inizio della prossima stagione, sulla sponda rossonera si “naviga” a vista. Troppe le indiscrezioni sulla possibile vendita di un pacchetto di minoranza o di maggioranza delle azioni del Milan ad investitori esteri (siano essi incarnati dalle figure di Mr. Bee o Mr. Pink), grande confusione sul nome della prossima guida tecnica (Klopp, Montella, Mihajlovic, Sarri). E’ ovvio che le due tematiche siano strettamente connesse: un cambio al vertice societario o, più probabilmente, un ingresso seppur non maggioritario nell’azionariato di nuovi soggetti, comporterebbe almeno una condivisione a più livelli (e in diversi continenti) sul nome dell’allenatore.Ancora più distanti appaiono le aspettative per la prossima stagione, tra un Mancini che vede un Inter in grado di lottare per lo scudetto (bontà sua) e sicuro che la società troverà le risorse per un mercato estivo importante e un Milan in cui il tema “prossima stagione” non viene praticamente mai affrontato pubblicamente.Non passa nemmeno inosservato il diverso atteggiamento degli stessi tifosi, in bilico tra l’attesa fiduciosa condita con primi connotati di impazienza di quelli interisti e quello ormai pervaso di scetticismo e scoramento dei milanisti. Non vi è dubbio, infatti, che la linea di credito concessa al pluri-titolato Mancini sembri ancora confermata seppur non intatta rispetto al giorno del suo arrivo. La predisposizione ad un gioco meno speculativo e più propositivo rispetto ai tempi di Mazzarri sembra essere, al momento, l’unico valore aggiunto della cura-Mancini. Mancano i risultati: e nel calcio non è poco. Resta la fascinazione, il richiamo al passato glorioso. Rischio fine luna di miele concreta ma non alle porte.La linea di credito fornita a Pippo Inzaghi si è esaurita da tempo, come anche la pazienza dei tifosi milanisti. La contestazione di sabato sera, coniugata con il deserto spettrale di pubblico non ha fatto altro che rendere manifesta la disaffezione del popolo milanista. Se ci si attendeva una risposta di orgoglio della squadra che, in parte, è arrivata, quella della società non è pervenuta. Anzi il presidente Berlusconi si è lasciato scappare un eloquente “Milan? Lasciamo perdere, parliamo di cose più importanti”. Peccato, davvero peccato.Inter e Milan: chi peggio? Come siamo caduti in basso……Matteo Forner

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