COPPA ITALIA: NON E’ TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA

COPPA ITALIA: NON E’ TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA

Filippo Inzaghi, allenatore Milan
Filippo Inzaghi (fonte foto: www.giornalettismo.com)
Obiettivo centrato per il Milan in Coppa Italia e quarti di finale assicurati dopo il successo per 2-1 contro il Sassuolo a San Siro; buonissimo il risultato per la squadra di Inzaghi che ritrova un po’ di tranquillità ed un po’ di morale dopo gli ultimi terribili 10 giorni ma sarebbe assolutamente deleterio pensare che tutti i problemi siano stati magicamente risolti grazie a questa vittoria.Se è vero che il Milan ha disputato una buona prova, soprattutto in fase offensiva, restano altrettanto evidenti i difetti e le contraddizioni di questa squadra: non si può evitare di notare, infatti, che nonostante qualche buona accelerazione (soprattutto nel primo tempo) la fase di possesso palla continua ad essere molto lenta e farraginosa a causa, principalmente, della poca qualità del centrocampo dove, per l’ennesima volta, si è rivelata preziosissima la presenza di Jack Bonaventura, vero e proprio jolly di questa stagione.Anche tatticamente le cose non sono andate benissimo ed il Milan non ha mai dato l’impressione di essere in pieno controllo della partita; soprattutto dopo l’1-1, infatti, il Sassuolo, (non di certo in formazione tipo), sembrava essere meglio disposta in campo e coprire meglio gli spazi per poi ripartire in avanti e creare potenziali occasioni da rete.Come se non bastasse, anche Martedì sera, più puntuale di un orologio svizzero, si è materializzato il solito gol subito di testa su calcio piazzato: fortunatamente, solo grazie ad una finezza dell’assistente di linea, il gol è stato annullato e non ha inciso sul risultato finale; nonostante questo resta l’ennesima amnesia e, a quanto pare, Inzaghi ed il suo staff non sono ancora riusciti a porre rimedio a questo vero e proprio tallone d’Achille. Senza un veloce rimedio, lo spauracchio dei calci da fermo potrebbe trasformarsi in una vera e propria psicosi sia dal punto di vista tattico che mentale.Guardando, infine, alle prestazioni dei singoli e detto in altre sedi delle buone prestazioni di Pazzini, De Jong, Cerci, Bonaventura ed El Shaarawy, duole sottolineare l’ennesima brutta prestazione di Zapata. Il colombiano, infatti, è apparso lento, impacciato ed insicuro ed ha finito per commettere la solita amnesia difensiva causando il rigore del pareggio. Ad onor del vero, è apparso evidente come il presunto fallo su Pavoletti sia stato preceduto da una carica irregolare dello stesso attaccante del Sassuolo ma Zapata è comunque colpevole di essersi fatto recuperare un paio di metri in velocità dall’attaccante avversario mettendosi nelle condizioni di creare una situazione di rischio per i propri compagni.Segnali di ripresi erano attesi anche da De Sciglio ma la sua prova, conclusa anzitempo per una sospetta fascite, è apparsa tutt’altro che convincente.Bene la vittoria ed il passaggio del turno quindi, ma guai ad abbassare la guardia perché la strada da fare per essere definitivamente competitivi in campionato è ancora lunga e, non può bastare una vittoria casalinga di misura per risolvere tutti i problemi e dissolvere i punti interrogativi purtroppo emersi in questo inizio di 2015. Gaetano De Pippo

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