CON LA FIORENTINA PASSO INDIETRO: LA DIFESA CRESCE, IL GIOCO NO

CON LA FIORENTINA PASSO INDIETRO: LA DIFESA CRESCE, IL GIOCO NO

Filippo Inzaghi, allenatore Milan
Pippo Inzaghi (Fonte foto: ivm.ilcalciomagazine.it)
La partita di ieri sera è stata molto equilibrata con le due squadre che si sono sostanzialmente annullate a centrocampo; di questo ne ha risentito sicuramente lo spettacolo, che è stato molto al di sotto delle aspettative. La Fiorentina inzia subito prendendo le redini del centrocampo con un buon possesso palla mentre il Milan alza il pressing nel tentativo di rubar palla e ripartire per sfruttare il tridente veloce messo in campo da Inzaghi. Dopo pochi minuti ci sarebbe la prima grande occasione ma Abate, dopo una pregevole combinazione, sbaglia in maniera grossolana il cross che avrebbe permesso ad El Shaarawy di battere a rete da posizione ravvicinata. La partita prosegue senza particolari sussulti fino al 24’ quando De Jong, su azione d’angolo, sfrutta una pregevole torre di Zapata e porta in vantaggio i rossoneri. Nel finale di primo tempo la Fiorentina sembra perdere un po’ di fluidità nei passaggi ma il Milan non riesce a rendersi ulteriormente pericoloso. Il secondo tempo inizia sulla falsa riga del primo, con i Viola che sembrano alzare un po’ i ritmi e con i rossoneri pronti a ripartire; col passare dei minuti il match sembra mettersi sempre meglio e infatti Menez al quarto d’ora ha sul piede l’occasione del raddoppio ma il suo tiro, non irresistibile, viene bloccato in due tempi da Neto. Al 63’ si materializza la beffa: De Sciglio sbaglia un disimpegno con la squadra in uscita e Ilicic, senza essere contrastato, fulmina Abbiati dal limite dell’area. Negli ultimi 25 minuti ci si aspetta un assalto dei rossoneri, ma il gioco stenta a decollare e nemmeno l’ingresso di Torres al posto di Menez ravviva l’attacco rossonero apparso stranamente lento e compassato per tutta la durata dell’incontro. Anche alla Fiorentina manca lucidità nel finale e quindi la partita si chiude in parità senza particolari sussulti.La parità e l’equilibrio sono riscontrabili anche nei numeri: possesso palla leggermente a favore degli ospiti (51,9% vs 48,1%); il Milan prevale di misura nei calci d’angolo (5 contro 4) e nei tiri totali verso la porta (15 vs 12) mentre c’è stato equilibrio assoluto nei falli commessi (13 a testa). Il numero dei tiri non deve peró ingannare in quanto la partita è stata piuttosto avara di occasioni: oltre ai gol, infatti, le due squadre hanno centrato la porta solo un’altra volta a testa rispettivamente con Menez ed Aquilani.Complessivamente il Milan ha giocato 449 palloni (di cui 357 passaggi completati) mentre la squadra di Montella ha tenuto di più l’iniziativa completando 407 passaggi su un totale di 497 palloni giocati. Tra i rossoneri i più precisi sono stati De Jong, Zapata ed Alex rispettivamente con 56, 45 e 43 passaggi completati; per la Fiorentina buona prova nel complesso per difesa e centrocampo, con Aquilani protagonista di 62 passaggi riusciti. Deludono nel complesso i due attacchi con le punte incapaci di incidere e di lasciare il segno.Un passo indietro per la squadra di Inzaghi soprattutto dal punto di vista del gioco e del ritmo. Nonostante la partita si fosse incanalata sul binario più favorevole, il Milan non è stato in grado di chiudere il risultato sfruttando le ripartenze a cui, col passare dei minuti, la Fiorentina finiva per esporsi. Con il risultato in bilico una leggerenza in fase di disimpegno ha dato il la al bel gol di Ilicic che ha stoppato, si spera solo momentaneamente, i sogni di terzo posto. Tra le note più negative la difficoltà di creare gioco ed occasioni, diversi errori nei disimpegni ed in fase di costruzione e mancanza di ritmo; positiva invece la prova della difesa che ha concesso agli avversari solamente tiri dalla distanza contenendo senza troppi affanni la velocità di Cuadrado e la potenza del giovane Babacar.Gaetano De Pippo

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