CLASSIFICA: MILAN, GLI SCONTRI DIRETTI POSSONO AIUTARE

CLASSIFICA: MILAN, GLI SCONTRI DIRETTI POSSONO AIUTARE

L'esultanza dei Milan dopo il gol di Bonaventura al Cesena, fonte foto corrieredellosport.it
L’esultanza dei Milan dopo il gol di Bonaventura al Cesena, fonte foto corrieredellosport.it
Otto punti in dieci gare: la montagna da scalare per il Milan è ripida e piena di insidie, dopo i vari passaggi a vuoto di questo inizio 2015. I rossoneri sono attualmente all’ottavo posto, a quota 38 punti, mentre l’ultimo virtuale piazzamento europeo, il sesto, è occupato dalla Fiorentina con i suoi 46 punti. Difficilissimo, quasi impossibile: il Milan dovrebbe recuperare una media di un punto ogni partita da qui a fine stagione ad almeno tre squadre, considerando che il Genoa deve recuperare il match contro il Parma.SCONTRI DIRETTI – Il calendario, poi, non è dalla parte dei rossoneri, che hanno già affrontato, seppur in malo modo, buona parte delle squadre attualmente della parta destra della classifica. Sabato si riparte con la trasferta di Palermo, la prima di un tris di gare da incubo: dopo i rosanero ci saranno la Sampdoria (quarta a +10), Inter (nona a -1), Udinese, Genoa e Napoli. Sei gare toste, che rappresentano armi a doppio taglio: perdendo il Milan sprofonderebbe, dicendo addio all’Europa per il secondo anno consecutivo; vincendo, magari infilando una serie di risultati positivi, in particolare contro le dirette avversarie, i rossoneri si rilancerebbero in classifica, recuperando tre punti per volta alle squadre che li precedono.OCCASIONI DA NON PERDERE – Il Milan deve guardare in casa propria, ovvio, ma buttare un occhio o un orecchio al di là di Milanello può essere salutare ai rossoneri: Fiorentina-Sampdoria e Roma-Napoli nel prossimo turno, Napoli-Fiorentina a metà mese, poi Juve-Lazio, Inter-Roma e Napoli-Sampdoria. Il Milan può recuperare punti su punti alle squadre dirette concorrenti, ma deve sicuramente ricominciare a vincere e convincere: solo così, infatti, i rossoneri potranno tornare a sentire le dolci melodie dei campi (e dei soldi) europei.

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