CESSIONE MILAN, TRA MR BEE E I CINESI: TRE COSE CHE NON QUADRANO

CESSIONE MILAN, TRA MR BEE E I CINESI: TRE COSE CHE NON QUADRANO

Silvio Berlusconi (fonte foto: www.hollywoodreporter.com)
Silvio Berlusconi (fonte foto: www.hollywoodreporter.com)
La cessione del Milan (o di parte delle quote) si tinge sempre piú di giallo e con il passare delle ora aumentano dubbi e perplessitá su quanto stia realmente avvendendo tra Milano, Arcore e l’Oriente.Dopo mesi di voci insistenti riguardo l’interesse di due cordate asiatiche, una facente capo al broker thailandese Bee Taechaubol, l’altra al magnate cinese Richard Lee, sabato 2 Maggio sembrava essere una giornata storica per il Club rossonero con il thailandese Bee che ha incontrato Silvio Berlusconi nel centro di Milano pronto a chiudere la trattativa per l’acquisto della maggioranza del pacchetto azionario. Tutto sembrava andare nella direzione di Bangkok (sorrisi, interviste e strette di mano non sono mancati) ma giá nel tardo pomeriggio un comunicato ufficiale di Fininvest spiegava come la trattativa fosse ancora in corso e che, in ogni caso, la negoziazione era relativa solamente a quote di minornanza.
Bee Taechaubol, broker interessato all'acquisto del Milan (Fonte: www.gazzetta.it)
Bee Taechaubol, broker interessato all’acquisto del Milan (Fonte: www.gazzetta.it)
Proprio qui nasce la prima incongruenza: Mr. Bee infatti, continua a rilasciare dichiarazioni in cui parla di “quota di maggioranza, negoziazione esclusiva e di accordo molto vicino”; Fininvest e Berlusconi, invece, sono molto piú prudenti e, come ricordato in precedenza, parlano di “collaborazione e quote di minoranza”. Tutto questo significa almento un paio di cose: Berlusconi non é convinto al 100% di Mr. Bee e, nelle ultime ore, pare non essere nemmeno piú cosí convinto di voler cedere la maggioranza. “il Milan é un affare di cuore” ha sempre sostenuto il Presidente e in queste ore sembra essere molto combattuto sul da farsi: Berlusconi, infatti, non vorrebbe cedere il Milan in un momento cosí difficile lasciando un brutto ricordo si se ai tifosi delusi ed arrabbiati; il suo sogno infatti, sarebbe quello, grazie anche all’aiuto di nuovi partner, di ricostruire una squadra che possa tornare a competere per lo scudetto. Solo dopo aver riportato la squadra ai vertici, sia in Italia che in Europa, la sua opera potrá definirsi conclusa. Oltre al cuore c’é anche l’aspetto imprenditoriale e Berlusconi ha tutto l’interesse ad alimentare un’asta tra piú acquirenti: l’incontro, seppur smentito, con i cinesi di domenica ne é una prova molto chiara; la partita per la cessione del Milan non é ancora finita e la cordata cinese é tutt’altro che fuori gioco.
Xi Jinping, segretario del Partito comunista cinese (Fonte: www.statopotenza.eu)
Xi Jinping, segretario del Partito comunista cinese (Fonte: www.statopotenza.eu)
Proprio gli esponenti della cordata cinese stanno utilizzando uno stile di negoziazione totalmente diverso da Mr. Bee: qui nasce la terza grande incongruenza. La trattativa con il broker thailandese, infatti, ha da subito assunto una mediaticitá che pare essere eccessiva: Berlusconi ha dato appuntamento ai giornalisti davanti all’Hotel di Bee in pieno centro a Milano, Bee stesso (ed i suoi collaboratori) in queste settimane non hanno mai smesso di twittare, di sbandierare agli organi di stampa i loro movimenti e gli orari dei loro incontri con Berlusconi e di rilasciare interviste sull’esito degli stessi. Tutto ciò, oltre ad infastidire non poco Berlusconi stesso, pare comunque molto strano in quanto solitamente, per negoziazioni di tale portata (siamo pur sempre nell’ordine di grandezza di 1 miliardo di euro) la massima riservatezza é d’obbligo. Casualmente, ma forse non troppo, la trattativa e gli incontri con i cinesi vanno proprio in questa direzione: grande segretezza, nessuna dichiarazione ufficiale ed incontri mai annunciati in precedenza.La sensazione é che, seppur sotto traccia, con Pechino qualcosa di concreto si stia muovendo veramente ed il Milan potrebbe far parte di un affare molto piú grande che vedrebbe coinvolte anche Mediaset e Fininvest, interessate ad entrare nel mercato cinese e la tanto sospirata costruzione del nuovo stadio; non é quindi da escludere che Bee stia solo provando a ritagliarsi un pò di notorietá anche perché verrebbe difficile pensare che immetta dei capitali senza poter ottenere garanzie sul controllo della societá e sulla possibilitá di comandare.Il sogno di Berlusconi resta quindi quello di trovare dei partners finanziari per riportare il suo Milan ai vertici mantenendone però presidenza e controllo e la sensazione é che la strada che porti a Pechino sia leggermente meno tortuosa.Gaetano De Pippo

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