CERCI, PAZZINI E HONDA: ANCHE I CAMBI DELUDONO

CERCI, PAZZINI E HONDA: ANCHE I CAMBI DELUDONO

Cerci al debutto contro il Sassuolo (fonte foto: corrieredellosport.it)
Cerci al debutto contro il Sassuolo (fonte foto: corrieredellosport.it)
Il Milan continua a deludere in campionato, tra prestazioni  non all’altezza e risultati che tardano ad arrivare; come se non bastasse ecco i primi problemi di spogliatoio per mister Inzaghi, che è costretto ad affrontare il malumore di molte riserve “di lusso”. Dopo la partita contro il Cesena si è parlato molto del caso Cerci, il calciatore italiano arrivato in prestito dall’Atletico Madrid doveva essere il vero grande colpo del mercato di gennaio ma le sue apparizioni si contano sulle dita della mano ed anche a Verona, contro il Chievo, è partito dalla panchina. L’ex Torino si sente tradito dall’allenatore che prima l’ha voluto fortemente e poi non gli ha concesso i minuti promessi o quelli almeno che pensava di meritare. Inzaghi, dal canto suo, non ha tutti i torti, Cerci per ora non è un plusvalore, anzi. Anche sabato sera Alessio, nel poco tempo avuto a disposizione, ha deluso non poco con l’ennesimo spezzone di partita opaco.Come Cerci anche Giampaolo Pazzini ha effettuato il suo ingresso in campo a partita in corso contro il Chievo, sostituendo Mattia Destro. Il “Pazzo” in questa stagione, come tutti gli attaccanti rossoneri, vede la porta molto poco e in campionato ha segnato solo un gol su calcio di rigore. Con l’allenatore rossonero non c’è mai stato grande feeling: seconda scelta alla spalle di Torres a Pazzini Inzaghi preferiva anche schierare Menez come “falso nove” in assenza dello spagnolo. Sabato sera, chiamato a svegliare una squadra lenta e poco pericola non si è praticamente mai visto.Un altro che con il Chievo non è riuscito a dare quella marcia in più alla manovra offensiva rossonera è Keisuke Honda. Il giapponese ha iniziato la stagione alla grande, segnando 6 reti nella prima parte del campionato, ma poi con il calo del Milan non è più riuscito a centrare il bersaglio e la traversa colpita sabato è solo l’emblema di un periodo poco fortunato anche sotto il punto di vista individuale.I tre insomma hanno deluso, come tutto il Milan del resto, tutti e tre avrebbero le qualità per cambiare le partite in corsa, dare una marcia in più ad un Milan in grande difficoltà, ma nessuno, almeno fino a questo momento, ci è riuscito. Contro il Verona i rossoneri devono vincere, non ci sono altri risultati a disposizione e l’apporto della panchina sarà fondamentale, a prescindere da chi partirà dall’inizio e chi entrerà a partita in corso.Ivan Tantolo

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