Biglia, nuova prospettiva o addio al Milan?

Biglia, nuova prospettiva o addio al Milan?

Lucas Biglia è al centro di voci di mercato che lo vorrebbero in uscita dal Milan della prossima stagione. Questo il punto sulla situazione attuale

di Peppe Gallozzi

CALCIOMERCATO MILAN– Un ingaggio pesante, qualche primavera di troppo e un ruolo non ancora ben definito nel prossimo scacchiere rossonero. Il futuro di Lucas Biglia in rossonero questi giorni non può dirsi certamente stabile. Sono tante le voci che lo vorrebbero lontano da Milanello nella prossima stagione e probabilmente, qualcuna di queste, lo darebbe già con la valigia in mano. Conviene davvero privarsi del tutto di uno degli elementi di maggior esperienza della rosa attuale? Gettare la spugna su un giocatore acclamato nella campagna acquisti Fassone – Mirabelli che, tuttavia, non ha avuto mai la possibilità di dimostrare in modo continuativo il suo valore sul prato di San Siro?

Dando per assodato che sarà Marco Giampaolo il nuovo tecnico rossonero c’è da analizzare, per prima cosa, il modulo che adotterà. Il Milan del futuro scenderà in campo con il 4-3-1-2 in cui il ruolo del centromediano metodista, o regista che dir si voglia, è alquanto fondamentale. Serve chi fa raccordo tra i reparti, serve chi detta i tempi alla manovra e, soprattutto, chi favorisce gli inserimenti della mezz’ala. Lucas Biglia, negli anni tra club e nazionale, ha dimostrato ampiamente di possedere queste caratteristiche e un tipo di gioco con queste modalità potrebbe essere a lui molto congeniale.

In seconda analisi c’è da considerare il peso specifico dell’argentino nei discorsi extracampo. Con una rosa che si prospetta molto giovane, insieme a pochi altri, Biglia rappresenterebbe quel tocco di esperienza per gestire alcune situazioni particolari sia in campo che fuori. Nel corso dell’ultima stagione, altalenante per via degli infortuni, si è spesso ribadito quanto negli spogliatoi il centrocampista fosse seguito tant’è che la lite con Kessiè non è passata certamente inosservata. Inoltre con l’arrivo di un regista giovane, come Sensi ad esempio, la sua presenza potrebbe essere ritenuta fondamentale per favorirne l’inserimento e l’adattamento ad uno stadio esigente come San Siro. Tanti punti a favore che si scontrano con il problema più grande, i 3,5 milioni di ingaggio. C’è solo da capire quale aspetto prevarrà, ma per questo c’è ancora tempo.

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