CALCIOMERCATO: LA PRIORITA’ DEVE ESSERE IL CENTROCAMPO

CALCIOMERCATO: LA PRIORITA’ DEVE ESSERE IL CENTROCAMPO

Nigel De Jong (fonte foto: www.eurosport.yahoo.com)
Nigel De Jong (fonte foto: www.eurosport.yahoo.com)

Settembre è appena superato, la stagione in corso deve ancora entrare nel vivo, ma in casa Milan appare doveroso già parlare di calciomercato. Sì, perché nella rosa consegnata lo scorso mese da Adriano Galliani a Filippo Inzaghi per affrontare campionato e Coppa Italia ci sono evidenti esuberi e palesi ‘vuoti’ ai quali bisognerà lavorare il prima possibile, già dalla sessione di gennaio 2015.

Queste prime giornate della nuova serie A hanno difatti certificato come i rossoneri abbondino di centrali difensivi, ma di realmente affidabile e ‘da Milan’, forse, c’è soltanto la coppia titolare Alex-Zapata con Rami subito dietro. Inzaghi può contare su una batteria di ben 7 elementi, di cui tre (Albertazzi, Zaccardo e Mexes) non hanno ancora messo piede in campo e Bonera ha macchiato il suo primo mese di campionato con prestazioni ai limiti del grottesco. Si dovrà, quindi, sfoltire drasticamente il reparto, successivamente puntellandolo anche con un solo giocatore, che sia però di livello assoluto. Ovviamente, il tutto compatibilmente alla politica di ‘spending review’ tanto cara alla società.

Discorso similare può essere fatto per il reparto offensivo, settore dove il Milan sta regalando gioie ed emozioni ai propri tifosi. Attualmente, il Diavolo ha infatti l’attacco più prolifico del torneo, con 11 reti segnate in 5 partite: non accadeva da inizio secolo. Oltre, però, alla rivelazione Ménez, alla piacevole riscoperta di Honda, alla dedizione alla causa mostrata sin da subito dalla sorpresa Bonaventura ed all’inizio incoraggiante di Torres, c’è da considerare l’immediata eclissi di El Shaarawy, frenato come sempre da infortuni, blocchi psicologici ed incertezze tattiche, la scarsa considerazione verso Pazzini (appena 23′ giocati su 450′) e lo strano caso di Niang, per il quale sono state rifiutate tutte le richieste di prestito o di cessione nello scorso calciomercato, forte di una promessa della società, ed uscito repentinamente dalle rotazioni del tecnico. Il Milan, nella scia della prima Inter morattiana di metà anni Novanta, sembra pensare quasi esclusivamente a rinnovare puntualmente il reparto d’attacco: per gennaio (al massimo per giugno), ha già infatti in mano Suso, fantasioso esterno-trequartista 21enne, chiuso al Liverpool da Lallana e dall’esplosione di Sterling. Il quasi certo arrivo dello spagnolo aggiungerà ulteriore pressione sulle spalle del fragile El Shaarawy?

Intanto, il tifoso rossonero medio si pone un grande interrogativo: “Perché al centrocampo nessuno pensa?”. Il settore dove il Milan avrebbe infatti bisogno di cospicui, robusti innesti di spessore è proprio quello mediano. L’uomo di maggior talento, Montolivo, rientrerà all’inizio del prossimo anno, ed andranno testate le sue condizioni fisiche, oltre che mentali, dopo il lungo infortunio che gli ha fatto saltare anche il Mondiale. In sua assenza, tirano la carretta il gladiatore De Jong e l’efficiente Poli. Quindi, il buio. Perché Muntari alterna prestazioni decenti a gare dove si ha la sensazione che possa sempre farsi buttare fuori dall’arbitro da un momento all’altro, Essien sembra aver già dato il suo meglio in carriera, e finito a Milano per svernare, e le principali, giovani alternative, Saponara e Van Ginkel, si sono fermati chi in ospedale chi in infermeria con il sopraggiungere degli impegni ufficiali. Con una squadra imperniata, di base, sul 4-3-3, e la logica necessità di almeno 6-7 centrocampisti di livello, intercambiabili e bravi a svolgere entrambi le fasi, va da sé che non è concepibile affrontare un intero campionato con due, tre elementi soltanto. Intanto, Cristante, dalla panchina dello stadio ‘Da Luz’, storica casa del Benfica, guarda giocare titolare il greco Samaris e, magari, scambia messaggi malinconici su whatsapp con i vecchi compagni della famiglia rossonera. I misteri del calciomercato.

Daniele Triolo

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