Buon compleanno Tassotti, 5 cose da sapere sul “Tasso”

Buon compleanno Tassotti, 5 cose da sapere sul “Tasso”

Tassotti nasce a Roma il 19 gennaio 1960. Oggi si celebra perciò il suo 57esimo compleanno. Ecco 5 cose che forse non tutti ricordano del terzino rossonero.

di Redazione

36 anni di Milan

 Una vita in rossonero. Mauro Tassotti ha “vissuto” la sua esperienza al Milan dal lontanissimo 1980 fino ad arrivare al 12 luglio 2016, il suo ultimo giorno alle dipendenze del club. 36 anni consecutivi: un primato assoluto nella storia della società, nella quale è stato giocatore serio e professionale, allenatore (nelle giovanili ed in prima squadra) e, nel suo ultimo anno, supervisore dei giocatori rossoneri in prestito in giro per il mondo.

Un ruolo, quest’ultimo, che gli stava un po’ stretto e che lo ha portato alla difficile decisione di cambiare aria dopo tanti anni di militanza, per seguire l’amico Andriy Shevchenko nell’avventura in Ucraina, dove ricopre il ruolo di vice CT, proprio al fianco del grande bomber del passato.

36 anni nei quali ha visto trasformarsi da terzino rude a terzino di classe, nei quali ha conquistato 17 trofei, tra competizioni nazionali ed internazionali e nei quali ha vissuto, a 34 anni, l’esperienza del Mondiale americano.

Mauro Tassotti, nell’immaginario collettivo dei tifosi rossoneri, è il numero 2 per antonomasia nella storia del Milan. Lo stesso Mattia De Sciglio ha motivato la scelta del numero 2 di maglia, quale tributo a due grandi terzini rossoneri del passato: Marcos Cafu e, appunto, Mauro Tassotti.

Ecco 5 cose che forse non tutti ricordano del grande terzino rossonero.

 Il soprannome

 Mauro Tassotti è arrivato al Milan nel 1980 dalla Lazio, portandosi dietro la fama di un terzino duro ed aggressivo, a volte cattivo. In maglia rossonera, invece, si è trasformato in  un eccellente difensore, dotato di un ottimo cross e dalle movenze brasiliane, tanto da meritarsi l’appellativo di Dijalma Santos, uno dei più grandi difensori brasiliani di tutti i tempi.

Fondamentale per la sua crescita calcistica furono gli insegnamenti di due tecnici: Nils Liedholm ed Arrigo Sacchi. Il primo ebbe il merito di trasformarlo in un elegante terzino offensivo, il secondo lo fece diventare un pilastro della difesa a zona. Paolo Maldini a sinistra, Franco Baresi al centro, affiancato da Filippo Galli, prima e da Billy Costacurta, poi e appunto Tassotti nel ruolo di terzino destro, divennero una tra le migliori difese al mondo, se non la migliore in assoluto.

 Dalla B alla cima del mondo

 Tassotti è uno dei tre calciatori ad aver percorso per intero il cammino del Milan, dalle stagioni della Serie B fino alla conquista del tetto del mondo. Una vera bandiera del club, dai primi anni Ottanta, dove vinse i Campionati cadetti del 1980/81 e del 1982/83, fino ad arrivare alle conquiste Intercontinentali del 1989 e del 1990.  Le altre due glorie rossonere a condividere questo percorso sono Franco Baresi ed Alberigo Evani.

 La Nazionale

Con l’arrivo di Arrigo Sacchi come Commissario Tecnico della Nazionale, a Mauro fu concessa la possibilità, finora ingiustamente negata, di giocare in maglia azzurra. La convocazione giunse il 14 ottobre 1992, all’età di 32 anni, contro la Svizzera: Tassotti è all’epoca il più vecchio esordiente nella storia della Nazionale. Il record verrà poi battuto nel 2014 da Emiliano Moretti.

In tutto saranno 7 i suoi gettoni con la casacca azzurra.

La prova TV

Il primo giocatore ad essere squalificato grazie alla prova TV è stato proprio lui: Mauro Tassotti.

E’ il 9 luglio 1994 quando si gioca a Boston il quarto di finale del Mondiale statunitense tra Spagna e Italia, match che porterà la vincente a sfidare la Bulgaria in semifinale.

Il risultato è fermo sul 2-1 per gli azzurri, quando, in pieno recupero ed in piena area di rigore, Mauro, tenendo a bada Luis Enrique, commette l’ingenuità di assestare una gomitata sul viso dell’avversario che stramazza a terra. L’arbitro ungherese Puhl non si avvede del fattaccio e lascia proseguire il gioco. La partita finirà di lì a poco e, con essa, anche il Mondiale di Tassotti che verrà squalificato per 8 giornate, grazie alla prova televisiva. Il match verrà ricordato, pertanto, per essere stato l’ultimo del milanista con la maglia della Nazionale, ma, soprattutto, per essere stato il primo caso di introduzione della tecnologia come supporto del giudizio arbitrale.

I trionfi in rossonero

In 424 presenze con la maglia rossonera, condite da 8 gol, Tassotti può vantare la bellezza di 17 trofei. Eccoli in dettaglio:

5 scudetti: (’87/’88) (’91/’92) (’92/’93) (’93/’94) (’95/’96)

3 Coppe Campioni: (’88/’89) (’89/’90) (’93/’94)

2 Coppe Intercontinentali (’89) (’90)

3 Supercoppe europee (’89) (’90) (’95)

4 Supercoppe italiane (’89) (’92) (’93) (’94)

Massimo Iurino

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