BERLUSCONI, AL MILAN E’ TEMPO DI FARE TABULA RASA

BERLUSCONI, AL MILAN E’ TEMPO DI FARE TABULA RASA

Silvio Berlusconi (fonte foto: www.apocalisselaica.net)
Silvio Berlusconi (fonte foto: www.apocalisselaica.net)
Crisi senza fine! È questo il tristissimo responso lasciato in eredità dalla serataccia dell’Olimpico che ha rappresentato, senza dubbio, uno dei punti più bassi degli ultimi 30 anni. Nei momenti di difficoltà, nelle aziende come nello sport, la rinascita deve necessariamente partire da una sola persona, il Presidente ed il Milan non può fare eccezione. Tutte le fortune dei rossoneri sono sempre nate dall’impegno, dall’entusiasmo e da intuizioni geniali del Presidente ed è ora che Berlusconi, se davvero vuole bene al suo Milan, torni a fare il Presidente, con la P maiuscola.Il pesce puzza dalla testa e quindi Berlusconi dovrebbe iniziare a porre le basi per la rinascita mettendo definitivamente ordine a livello societario: il Milan ha, da sempre, costruito i suoi successi prima in società e poi sul campo ma nelle ultime stagioni qualcosa si è rotto anche nella stanza dei bottoni. Il duopolio Barbara-Galliani non si è rivelato per nulla vincente e la convivenza sembra sempre più difficile. Urgono quindi scelte drastiche e dolorose magari con l’ingresso in società di dirigenti più giovani e motivati in grado di portare nuove idee e nuovi progetti. Ovviamente tutto questo si ripercuote sul campo dove i problemi, paradossalmente, sono ancor di più: innanzitutto la questione allenatore: Berlusconi brucerà il secondo allenatore in meno di un anno o rinnoverà ancora la fiducia ad Inzaghi? Cambiare in corsa non è, quasi mai, una scelta vincente ma se questo dovesse servire a porre le basi per la prossima stagione allora Berlusconi dovrebbe davvero pensarci magari tutelando comunque Inzaghi e ritagliandoli un altro ruolo in squadra o in società.Sistemate le questioni Società e allenatore, bisogna affrontare la questione della rosa, mai così povera di qualità e di personalità come negli ultimi anni. Servono scelte coraggiose e condivise: basta con i super ingaggi a giocatori che hanno già un’età avanzata o che, essendo senza contratto, vengono a svernare in quel di Milanello; non va fatta ovviamente una questione di principio in quanto “parametri zero” come Menez, Honda e Diego Lopez saranno sempre i benvenuti ma è fondamentale non ripetere errori fatti, tra gli altri, con Essien, Mexes e Torres. Elementi del genere rendono meno della metà di quanto costano, sono impossibili da rivendere e finiscono per portare passivi di bilancio superiori a giocatori per cui è necessario pagare i cartellini.Detto questo serve poi una strategia sul mercato ed una pianificazione (ance a medio termine), a prescindere dalle disponibilità economiche. La squadra va costruita in maniera omogena e seguendo criteri ben precisi dettati dall’allenatore: vanno innanzitutto dismessi, in qualunque modo, tutti gli esuberi e tutti i doppioni presenti in rosa al costo di avere una rosa molto ridotta e ricorrere a qualche primavera in casi di emergenza. La rosa attuale, oltre ad avere un’età media di 28.3 anni, è formata da diversi elementi che non sono degni di indossare i colori rossoneri sia come spessore tecnico che caratteriale e di personalità.Chi non è da Milan (anche da questo Milan un po’ dimesso) deve essere messo da parte e la maglia rossonera deve comunque ritornare ad essere un punto d’arrivo raggiungibile da pochi eletti e non solamente da chi riesce a svincolarsi o da chi viene tagliato dalle proprie squadre di appartenenza. Queste sono solo alcune idee che si riassumono semplicemente con Tabula Rasa, termine non elegantissimo ma quanto mai attuale per il bene e la sopravvivenza del Milan.Abbiamo volutamente lasciato sullo sfondo il discorso economico finanziario che, seppur importantissimo, non è fondamentale per innescare un processo di cambiamento e di rivoluzione in seno al Milan: prima dei soldi servono infatti decisioni drastiche, idee e uomini nuovi, entusiasmo, passione e voglia di riportare (seppur mettendoci qualche anno) il Milan lì dove merita. Tutto questo può farlo solo una persona: Silvio Berlusconi; ancora una volta spetta a lui prendere in mano la situazione in prima persona e cercare di uscire da questa situazione stagnante che, ricordiamolo, non giova nemmeno a lui stesso avendo riflessi negativi sugli interessi personali e sulle attività extra calcistiche del Presidente.Gaetano De Pippo

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy