ANTONELLI-MILAN, QUESTIONE DI CUORE… E DI TESTA

ANTONELLI-MILAN, QUESTIONE DI CUORE… E DI TESTA

Luca Antonelli dopo un gol, fonte foto goal.com
Luca Antonelli dopo un gol, fonte foto goal.com
Al cuor non si comanda. Era l’unica squadra per la quale poteva lasciare il Genoa, dove era il beniamino dei tifosi e anche il capitano.Ma il richiamo era forte, nel suo corpo è sempre circolato sangue rossonero, ereditato dal papà Roberto “Dustin”, che nel Milan ci ha giocato per cinque anni, dal 1977 al 1982, esperienza impreziosita dallo scudetto della stella.E anche Luca, cresciuto nelle giovanili del club di Via Aldo Rossi, ha sempre avuto in testa l’idea di poter tornare un giorno all’ovile, più maturo e più completo di quel ragazzino che nel 2006 a diciannove anni esordiva prima in Coppa Italia contro il Brescia e poi in campionato contro l’Udinese per sostituire Clarence Seedorf.Questione di cuore dunque, ma non solo. Antonelli si è conquistato il Milan sul campo, giocando alla grande prima a Parma e poi a Genova, dimostrando che anche un giovane italiano può fare strada, se solo ci si crede. E il destino beffardo lo si è visto in quel Genoa-Milan di qualche mese fa, quando su corner e di testa infilava la porta di quello che poi sarebbe diventato il suo futuro.Strana la vita a volte. Un gol di testa contro il Milan sugli sviluppi di un’angolo, un gol all’esordio di ritorno nello stesso modo alla Juventus. E una prova convincente. Una questione di cuore….e di testa, quindi. Non sarà sicuramente Maldini, ma chissà che il Milan non abbia finalmente trovato il terzino sinistro che da diverso tempo non riusciva a trovare? La risposta alle prossime gare, ma se è vero che chi ben inizia è a metà dell’opera…

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