ANALISI MILAN-JUVE: DIFENDERSI NON BASTA. IL GAP RESTA AMPIO

ANALISI MILAN-JUVE: DIFENDERSI NON BASTA. IL GAP RESTA AMPIO

acmilan.com
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Le vittorie con Lazio e Parma hanno sicuramente dato entusiasmo ad una piazza depressa e la meravigliosa cornice di pubblico di ieri sera ne è la dimostrazione. Purtroppo la terza giornata ha messo di fronte ai rossoneri la Juventus campione d’Italia. Chi si aspettava che la differenza tra le due squadre si fosse ridotta sarà rimasto molto deluso. Il Milan è sceso in campo con il timore reverenziale di chi è conscio della propria inferiorità e si è consegnato al possesso palla nella propria metà campo della squadra bianconera. Squadra tra l’altro priva di giocatori importanti come Pirlo, Barzagli, Vidal a mezzo servizio entrato solo nel finale.È bastato un Pogba straripante fisicamente e tecnicamente e Tevez sempre implacabile sotto rete a domare un Milan troppo rinunciatario. Per certi versi la partita ha ricalcato le ombre delle sfide con il Barcellona, con i rossoneri votati solo alla chiusura degli spazi. Bastava che i giocatori juventini alzassero l’intensità del pressing per recuperare palla e riproporsi a ridosso dell’area rossonera. Anche i singoli non hanno reso come era lecito attendersi. La prova di El Shaarawy, Muntari e De Sciglio è stata particolarmente sotto tono sia dal punto  di vista fisico che da quello mentale. La poca tecnica nei centrali difensivi e a centrocampo ha impedito ripartenze rapide e precise. Il solo Menez ha mostrato la personalità necessaria ad una squadra pronta a lottare per le prime posizioni.Molto lavoro attende mister Inzaghi, dovrà trasformare una sconfitta in rabbia agonistica per ripartire da Empoli con una vittoria e non disperdere l’alone di entusiasmo che si respirava fino a ieri intorno alla squadra. La Juve è pronta soprattutto mentalmente per una nuova grande stagione, dovrà però recuperare i migliori Pirlo e Vidal perché a centrocampo sono decisamente mancate le loro geometrie. Rimane il rammarico per i tifosi rossoneri di non avere affrontato la squadra di Allegri con più coraggio, magari con quel 4-4-che nel finale di partita è sembrato mettere in difficoltà la difesa della juve. Ma il coraggio nasce dalla consapevolezza dei propri mezzi che potrà arrivare solo con il tempo e i risultati positivi.Stefano Cocozza

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