ABATE-PAZZINI, DESTINI OPPOSTI TRA RINNOVO E CESSIONE

ABATE-PAZZINI, DESTINI OPPOSTI TRA RINNOVO E CESSIONE

Abate e Pazzini esultano dopo la vittoria sul Parma (fonte: facebook.com/IgnazioAbate)
Abate e Pazzini esultano dopo la vittoria sul Parma (fonte: facebook.com/IgnazioAbate)
E’ una delle regole base del gioco del calcio. E forse anche della cultura italiana. Un paio di prestazioni calcistiche sportive per essere un idolo del momento, qualche scivolone per tornare nel baratro. Elogiati e criticati, in poco meno di qualche settimana. Così è successo anche ad Ignazio Abate e Giampaolo Pazzini.Il primo, terzino destro, dopo le buone annate con Massimiliano Allegri e lo scudetto vinto, era sceso nettamente nelle gerarchie. La presenza – ingombrante – del nuovo che avanza chiamato De Sciglio avevano costretto l’ex Empoli a continue panchine. L’arrivo di Armero quest’estate era la conferma che per Ignazio il posto da titolare era tutt’altro che certo. La Juventus più volte ha bussato alla sua porta e a quella del Milan, anche se Abate non è mai sembrato vicino ad andarsene, ma di certo non al centro del progetto. Poi, improvvisamente, i 90′ con la Lazio, con l’assist a Muntari; i 90′ con il Parma, con l’assist a Honda e via dicendo, con una collezione di ottime prestazioni. La sorpresa del campionato, un punto fisso dello scacchiere di Inzaghi, tanto che Armero non ha ancora visto il campo se non per brevi attimo contro la Lazio, e De Sciglio è costretto all’inusuale posizione da laterale sinistro.Per Abate, ora, il prossimo step è il rinnovo:  il suo contratto scade il 30 giugno 2015, al termine della stagione, ma in Via Aldo Rossi – così come per De Jong – stanno già provvedendo ad allungare il rapporto, che è tornato saldo anche con i tifosi grazie alla passione per la maglia, il DNA Milan, l’impegno e le buone prestazioni sfoggiate nella prima parte di annata.Discorso diverso, invece, per Giampaolo Pazzini. Con mister Inzaghi, l’ex doriano sembrava uno dei punti cardini della formazione: con Balotelli incerto di rimanere e non propriamente una prima punta, Pazzini pareva poter diventare un uomo importante, magari anche da titolare. Teoria che prese sempre più quota dopo l’ufficialità del passaggio di SueprMario al Liverpool, ma che immediatamente si inceppò. L’arrivo di un personaggio importante ed ingombrante come Torres e la duttilità di Menez come prima punta chiusero le porte del campo a Pazzini, che sta ancora aspettando una vera e propria chance. Non è quindi da escludere una partenza dell’ex Inter a gennaio, vista l’abbondanza di attaccanti e la necessità di sfoltire la rosa e fare cassa.

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