AAA CERCASI GIOCO

AAA CERCASI GIOCO

Sansone in gol contro il Milan, fonte foto diggita.it
Sansone in gol contro il Milan, fonte foto diggita.it
Una volta nelle stanze di Milanello o giù di lì, echeggiavano le parole presidenziali, “siamo i fautori del bel giuoco, il Milan deve vincere, essendo sempre padrone del campo, rimanendo però leale e sportivo”. Sembrano passati anni luce.E nel Milan odierno, il “giuoco” è proprio quello che manca. Qualche buon tempone avrebbe messo anche un annuncio su qualche sito specializzato “AAA Cercasi gioco”.Le cose però in via Aldo Rossi vanno analizzate al di là del singolo episodio o della singola gara. Perdere ci può stare, ma così no. Il Milan di oggi è una squadra troppo altalenante, che alterna partite buone contro ottime squadre a partite incolori contro le più piccole e forse più agguerrite.Problema di atteggiamento? Di attenzione? Il buon Arrigo Sacchi direbbe di si, e queste sono effettivamente due delle cause principali degli insuccessi rossoneri di questa stagione. E il gioco? Il Milan di oggi sembra una squadra Menez dipendente, letteralmente ai piedi del francese. Non gira lui, non girano gli altri. e questa è una pessima notizia, perchè una grande squadra non si deve mai basare solo sul singolo ma sul gioco di squadra. Contro il Sassuolo, la squadra è sembrata davvero priva di idee, senza avere forse la chiarezza di quello che si voglia fare in campo. Letteralmente un’altra squadra, rispetto alle gare con Napoli, Roma e Real. I problemi nascono a centrocampo, per poi riperquotersi dietro. Senza De Jong, infatti, i compagni di mediana sembrano perdersi. Montolivo, dopo mesi di inattività, può anche avere una giornata no, mentre Essien è davvero un pesce fuor d’acqua. Poli è stato l’unico che ha retto la baracca, ma non si possono chiedere a lui geometrie e logiche di gioco che ben altri giocatori dovrebbero garantire.Non va il gioco centralmente? Beh allora proviamoci sulle fasce, verrebbe da dire. Ma niente, El Shaarawy non decolla, Rami e De Sciglio sembrano svogliati, qualcosa sugli esterni non va.  Allora pronti ai ripari, il mercato è iniziato: subito Galliani ammette che oggi avrà quattro appuntamenti, che possono significare tutto o niente. Ma indubbiamente un ideatore di gioco in mezzo al campo serve come l’ossigeno all’essere umano. Perchè senza cervello non si può andare avanti. E un terzino di spinta anche, perchè l’idea di gioco di Inzaghi non può farne a meno. A meno che non si torni all’Albero di Natale, con due trequartisti stretti e vicini tra loro dietro l’unica punta. E’ tutta una questione di equilibrio. E di sincronie. Qualcuno dirà che è normale, che si deve crescere, che il tempo darà ragione a mister Inzaghi. Beh, allora beato lui che di tempo ne ha. Perchè la storia insegna che altri allenatori hanno pagato anche per meno.Per ora la fiducia è intatta, ma se le cose non miglioreranno a breve, una riflessione partirà anche a livello dirigenziale, perchè il Milan anche se non ai livelli della sua storia, almeno deve cercare di competere per gli obiettivi minimi. Che per quest’anno sono l’Europa, perchè esserne fuori ancora significherebbe una catastrofe. Quindi testa bassa e pedalare, meno parole e più fatti, meno luci ma più lavoro nascosto. Perchè le potenzialità ci sono. Basta solo sfruttarle al meglio. Per la maglia. Per tornare a sognare e a far sognare.

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