4 MOSSE PER VALORIZZARE IL 4-4-2 DI INZAGHI

4 MOSSE PER VALORIZZARE IL 4-4-2 DI INZAGHI

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Filippo Inzaghi (Fonte foto: sport.sky.it)
Filippo Inzaghi (Fonte foto: sport.sky.it)
Né vincitori, né vinti: ecco il verdetto del posticipo domenicale che ha regalato un misero punto alla classifica rossonera. Passata in vantaggio grazie al piattone di Menez, la squadra di Inzaghi non è riuscita a portare a casa i tre punti, obiettivo conclamato alla vigilia del derby. L’allenatore piacentino ha schierato la formazione che a suo vedere offriva maggiori garanzie di successo ma le assenze, unitamente alla scarsa qualità degli uomini a disposizione, non hanno permesso al Milan di aggiudicarsi l’intera posta in palio. In un San Siro stracolmo, la prestazione offerta dai rossoneri ha messo in luce i limiti di una formazione deficitaria da un punto di vista tecnico. A centrocampo Muntari ed Essien, hanno spesso tenuto col fiato sospeso gli spettatori di fede rossonera con passaggi a dir poco avventati e sciagurati: vedasi la palla regalata dall’ex-interista ad Icardi e neutralizzata solo grazie ad un prodigioso intervento in uscita di Diego Lopez. Nella zona nevralgica del campo è pesata infatti enormemente l’assenza del gladiatore De Jong, uomo chiave davanti la difesa. In un secondo tempo in cui la squadra rossonera ha pericolosamente indietreggiato il suo baricentro, lasciando il pallino del gioco nelle mani ( nei piedi sarebbe più corretto! ) dei cugini interisti, la presenza del mastino olandese avrebbe assicurato maggiore solidità alla retroguardia del Milan, nonché agli animi dei tifosi presenti sugli spalti. Più di ogni altra cosa però si è avvertita la mancanza di qualcuno in grado di dare vivacità e geometrie al gioco della squadra allenata da Inzaghi, qualcuno in grado di tener palla e, a testa alta, dare il via all’azione offensiva. Troppo spesso infatti si è stati costretti ad osservare Menez tentare vanamente di ricoprire questo ruolo, indietreggiando addirittura fino a dietro il centrocampo, prendendo palla e cercando di essere lui il promotore dell’azione. Montolivo, ormai prossimo al rientro, sarebbe in tal senso il tassello mancante del puzzle, il pezzo della scacchiera con cui dare scacco matto al pressing avversario e assicurare quell’iniezione di fosforo indispensabile al centrocampo rossonero. Con lui e De Jong in campo il gioco della squadra ne gioverebbe sicuramente e al tempo stesso il morale dei tifosi. Il rientro di Abate poi, sulla sua fascia di competenza, sarebbe un ulteriore mossa a disposizione di Inzaghi per aumentare la spinta offensiva della squadra e allargare le maglie difensive avversarie; così come Pazzini, finito sì nel dimenticatoio ma sicuramente valida alternativa allo spaesato Torres delle ultime apparizioni. Questo al momento, come recita un famoso detto proverbiale, è quel che passa il convento. Ovvero, parafrasando, le soluzioni messe a disposizione di Inzaghi per modellare una squadra vincente e pronta ad ambire a traguardi importanti. Certo niente a che vedere con le squadre artefici dei fasti del passato, ciò nonostante una solida base su cui costruire gli sperati fasti futuri. Carmine Perri

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