#3MOTIVI PER NON ESALTARSI DOPO MILAN-CESENA

#3MOTIVI PER NON ESALTARSI DOPO MILAN-CESENA

L'esultanza dei Milan dopo il gol di Bonaventura al Cesena, fonte foto corrieredellosport.it
L’esultanza dei Milan dopo il gol di Bonaventura al Cesena, fonte foto corrieredellosport.it
Vittoria doveva essere e vittoria è stata: i rossoneri sono tornati faticosamente al successo domenica contro il Cesena al termine di una partita che non resterà sicuramente impressa nella memoria dei tifosi.Bene i tre punti quindi, ma, come ribadito anche da Pippo Inzaghi in zona mista, non bisogna né essere troppo contenti né esaltarsi troppo; per raddrizzare quel che resta di questa stagione serve infatti continuità di risultati e non può di certo bastare una vittoria interna contro il Cesena.Analizziamo velocemente perché non è il caso di esaltarsi per questa vittoria, seppur importante:

  • il Cesena è penultimo: il Cesena, con tutto il rispetto per la squadra romagnola, non è certo né un avversario di grido né in grado di certificare che il Milan sia uscito dal lungo letargo invernale. I bianconeri sono pur sempre penultimi in classifica davanti solo al derelitto Parma; escludendo l’exploit della scorsa giornata contro la Juventus, i romagnoli non hanno mai dato l’impressione di poter dar fastidio alle squadre più quotate.
  • È solo la prima vittoria dopo tante brutte prestazioni: escludendo l’estemporanea vittoria contro un Parma ormai sull’orlo del fallimento, la vittoria di domenica è stata la prima dopo una lunga serie di brutte prestazioni; dopo il Gennaio horribilis, infatti, anche a Febbraio il Milan aveva collezionato una brutta sconfitta allo Juventus Stadium ed un ancor più brutto pareggio casalingo contro l’Empoli. Una rondine non fa e non può fare primavera; servirà continuità per capire se la squadra abbia definitivamente superato la crisi di inizio anno e se possa riprendere un andamento quanto meno decoroso in termini di vittorie e di punti.
  • Il gioco continua a latitare, il Milan ha creato poco: se positivo è stato il risultato, non si può dire lo stesso per il gioco espresso dalla squadra; la manovra è parsa ancora lenta e compassata, troppo legata agli estemporanei guizzi di un inconcludente Menez che dovrebbe mettere maggiormente a disposizione dei compagni le sue indubbie qualità. La squadra, dopo il gol lampo annullato a Poli, ha creato molto poco sia prima di sbloccare il risultato sia nel secondo tempo, dove, gli spazi per creare gioco erano sicuramente maggiori. Troppa imprecisione nei passaggi, paura di tentare la giocata e tanta imprecisione in fase di rifinitura sono stati i difetti più evidenti e buon per il Milan che il Cesena si sia rivelato ben poca cosa soprattutto in fase offensiva. L’unico aspetto positivo è riscontrabile nel centrocampo a 3 che ha dato un minimo di compattezza e di quadratura in più alla squadra rispetto alle ultime preoccupanti prestazioni.

Battere il Cesena in casa è stato il minimo sindacale anche se, in una stagione disgraziata come questa, non era affatto scontato. Bene i tre punti quindi ma guai ad esaltarsi e ad abbassare la guardia. La strada verso la ripresa è ancora lunga e tortuosa; Chievo e Verona saranno sicuramente test più attendibili per capire se il paziente Milan sia davvero in via di guarigione.Gaetano De Pippo

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