#3MOTIVI PER NON AGGRAPPARSI AD ARBITRI ED ESPULSIONI: TUTTE SCUSE

#3MOTIVI PER NON AGGRAPPARSI AD ARBITRI ED ESPULSIONI: TUTTE SCUSE

Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (fonte foto: www.ilgiorno.it)
Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (fonte foto: www.ilgiorno.it)
Per i tifosi rossoneri, probabilmente, un sospiro di sollievo. Ancora due uscite stagionali e poi sarà estate, con tutte le novità che il fuori-stagione porta: calciomercato, cambio di allenatore, nuove idee etc… Il Milan attuale è qualcosa di veramente scialbo. Il problema maggiore sta nelle dichiarazioni degli artefici di questi disastri: spesso – infatti- Galliani e soprattutto Inzaghi hanno cercato scuse in infortuni, espulsioni, arbitri, situazioni delicate. Ma siamo proprio sicuri? Ecco tre motivi per cui i problemi del Milan sono altri:1) MEDIOCRITA’ TOTALE – Ieri, a Sassuolo, l’arbitraggio, con il gol-non gol di Berardi sull’errore di Diego Lopez. Due partite fa, a Napoli, l’espulsione di De Sciglio al 1′. Da gennaio, invece, gli infortuni. Secondo Filippo Inzaghi sono queste le cause che hanno portato alla debalce il Milan, ora al 10ecimo posto. Ma analizzando la stagione rossonera, ci si accorge come essa sia stata caratterizzata da alti e bassi continui, il che ha provocato una continua e totale mediocrità. Solo nelle prime partite si è realmente inseguita l’Europa (Champions prima, Europa League subito dopo) e anche il gioco è venuto in poco a tempo a mancare.2) MANCANZA DI GIOCO – Già, il gioco. Non solo è venuto a mancare in poco tempo, ma probabilmente non c’è nemmeno mai stato. Un’idea tattica in contrapposizione con la storia e la fama del Milan, con un’impostazione incentrata sul chiudersi in difesa e sul ripartire in contropiede. Ma anche questa soluzione ha messo in luce molte lacune: problemi sui calci piazzati, il problema prime punte, un centrocampo con pochissima tecnica, il mistero riguardo a Honda (partito bene, poi sparito, ora sembra essersi ritrovato) e a Cerci (mai ai livelli del Torino), e – soprattutto – una Menez-dipendenza.3) ARBITRI E INFORTUNI – Analizzando le accuse di Inzaghi, ci si accorge in fretta che elementi come gli schemi, la personalità e l’intensità non dipendono dagli infortuni. Gli schemi si sono visti raramente: quelli sui calci piazzati di Vio non hanno prodotto gli effetti sperati, mentre il resto – come già detto – vede il contropiede come arma principale. L’intensità e la personalità si sono viste anch’esse poche volte, in particolare all’inizio. Solo nelle prime partite, infatti, i giocatori sembravano vogliosi di stupire e fare risultato. Una carica che è scemata brevemente, nonostante le assicurazioni di Inzaghi in conferenza stampa. E la stessa intensità si è notata nei nuovi acquisti di gennaio, abituati – chissà – a metodi diversi: Antonelli in particolare ha mostrato una preparazione differente dai compagni. Così non basta, al di là di arbitri e polemiche…Luca Fazzini (Twitter: @_lucafazzini)

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