#3 MOTIVI PER CUI SARRI NON E’ L’UOMO GIUSTO

#3 MOTIVI PER CUI SARRI NON E’ L’UOMO GIUSTO

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Maurizio Sarri (fonte foto: www.gianlucadimarzio.com)
Maurizio Sarri (fonte foto: www.gianlucadimarzio.com)
In questi giorni è stato fatto il nome di Maurizio Sarri come possibile sostituto di Inzaghi sulla panchina del Milan per la prossima stagione. L’attuale tecnico dell’Empoli sta facendo molto bene nella squadra toscana, che gioca un ottimo calcio, a volte diverte, ha conquistato punti contro squadre importanti e sta per centrare una salvezza che non dovrebbe sfuggire, a meno di improbabili stravolgimenti in classifica. Nonostante Sarri stia facendo bene, ci sono tre motivi per cui l’allenatore campano non è da Milan. Eccoli qua.1) LA COMUNICAZIONE: Sarri ha uno stile comunicativo burbero e provinciale che sembra apertamente incompatibile e in contraddizione con quello di Berlusconi, che vuole gente aperta e abile nella comunicazione. Gente come Leonardo, per esempio, scaraventato dalla scrivania alla panchina. O come Allegri che, nonostante tutto, ha il Physique du role, per dirla alla Galliani2) NON E’ SACCHI: E’ vero che anche il tecnico romagnolo arrivò al Milan dal Parma che era una provinciale, ma questa è l’unica similitudine tra i due. E’ vero che il tecnico campano fa giocare bene l’Empoli e ha fatto la gavetta, ma Sacchi aveva una squadra composta da super campioni e aveva idee rivoluzionarie, che infatti hanno cambiato radicalmente il calcio moderno. Inoltre il contesto era differente. In un Milan che poteva permettersi qualsiasi giocatore sulla faccia della terra, Berlusconi poteva presentare anche un tecnico “minore”. Ora, l’unica cosa che potrebbe tranquillizzare i tifosi e tutto l’ambiente sarebbe un allenatore dal grande profilo internazionale.3) INESPERIENZA: Allena da tanti anni, è vero, ma in realtà piccole, dove la pressione non esiste. L’Empoli ha un solo obiettivo nel corso della stagione: valorizzare i giovani del vivaio, per poi cederli alle grandi squadre. Tutto quello che viene in più è tanto di guadagnato. Lo scorso anno la promozione in Serie A non era un obiettivo, ma è arrivata. In un Milan dove mancano i campioni serve un allenatore abituato a grandi piazze per cercare di spingere giocatori mediocri al di là delle proprie possibilità.Fabio Spadaccini 

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