ESCLUSIVA PM – PIZZUL: “E’ UN MILAN DA TERZO POSTO, MERITO DI INZAGHI. VI RACCONTO UN ANEDDOTO..”

ESCLUSIVA PM – PIZZUL: “E’ UN MILAN DA TERZO POSTO, MERITO DI INZAGHI. VI RACCONTO UN ANEDDOTO..”

Bruno Pizzul, giornalista e telecronista
Bruno Pizzul, giornalista e telecronista (www.noibiancocelesti)com
Pianeta Milan ha contattato in esclusiva uno dei pilastri del giornalismo italiano, protagonista di mille telecronache: Bruno Pizzul. In questa chiacchierata abbiamo parlato con lui del Milan, delle prospettive future della squadra, di Inzaghi e…del Milan degli Invincibili. Ecco l’intervista:Buongiorno. Che impressioni ha sul Milan di questa stagione?Buongiorno. Quest’anno il Milan parte sicuramente da una situazione molto migliorata rispetto al passato. E’ chiaro che la squadra è ancora un cantiere aperto, però mi sembra che stiano lavorando nella giusta direzione. In questi casi è fondamentale avere un ambiente unito, remare tutti nella stessa direzione… In passato, forse, non era così…Il merito è di Inzaghi?Inzaghi sembra essere molto gradito, sia ai giocatori che alla proprietà ed alla Dirigenza. Questo aspetto al Milan, come in qualsiasi altra squadra, è da tenere in grande considerazione. I meriti sono anche i suoi.Che prospettive vede per questa squadra, quindi? Ottime. Davvero. Ottime prospettive! Può arrivare al terzo posto. Certamente arriverà in Europa. Per il terzo posto la vedo alla pari di altre, con buonissime possibilità…Lei e stato il Re dei telecronisti italiani, negli anni in cui un Milan stellare dominava in lungo e in largo, in Europa e nel mondo. Ha commentato le vittoriose cavalcate degli invincibili. Cosa ricorda di quel Milan?Devo dire che ho ricordi bellissimi. Era una squadra che non aveva solo vinto, aveva modificato il modo di giocare a calcio. In quegli anni, quando andavo in giro a commentare le partite in Europa, spesso trovavo colleghi e giornalisti stranieri che mi prendevano in giro, che accusavano gli italiani di essere dei catenacciari. Anche lo stesso Milan. Ricordo questo episodio: eravamo a Salonicco, nel 1973, finale di Coppa delle Coppe, contro il Leeds. Il Milan segna quasi subito e poi tutti dietro la linea della palla per novanta minuti… Vinse la Coppa delle Coppe, però avevamo addosso tutti, dicevano che quello non era calcio, e via discorrendo… Poi fu proprio il Milan, quel Milan, a cambiare il calcio, italiano e non, con un gioco emozionante e spettacolare, dominando le partite in lungo e in largo… Non c’è che dire… In quegli anni era un Milan letteralmente scintillante…Ed oggi?Beh, al di là del Milan oggi la situazione è molto peggiorata. Bisogna impegnarsi per riportare il calcio italiano ai massimi livelli.Da cosa bisogna ripartire? Abbiamo visto recentemente su Famiglia Cristiana che ha una famiglia molto numerosa e che si occupa di moltissimi nipotini… Cosa bisogna insegnare ai ragazzi perché ci riportino in alto?E’ un discorso molto complesso. Oggi ci sono troppi esempi poco edificanti e pessimi maestri. Ai bambini, non solo nello sport, bisogna dare lo spirito giusto, i valori ed i principi sani da cui partire con umiltà e sacrificio per costruire il loro futuro. Nel calcio vorrei vedere meno esempi negativi ed anche meno aspettative. Bisogna praticare tanti sport, non solo uno. E bisogna farlo per divertirsi, per giocare, davvero. In questo senso secondo me molte moderne “scuole calcio”, come le chiamano oggi, sono troppo esclusive. I ragazzi devono giocare assieme, senza pressioni…Ci commenti un goal del Milan…Ahahah… Goal, goal! Ce ne saranno tanti…Andrea Bricchi(Twitter: @andreabricchi77)

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