ESCLUSIVA PM – D. ROSSI: “INZAGHI BRAVO MA AGEVOLATO. FIORENTINA? NON RENDE PER QUELLO CHE VALE”

ESCLUSIVA PM – D. ROSSI: “INZAGHI BRAVO MA AGEVOLATO. FIORENTINA? NON RENDE PER QUELLO CHE VALE”

Delio Rossi, ex allenatore della Fiorentina
Delio Rossi, ex allenatore della Fiorentina (AP Photo/Fabrizio Giovannozzi)
Pianeta Milan ha intervistato in esclusiva l’ex allenatore della Fiorentina Delio Rossi. In vista della sfida di domenica sera, abbiamo parlato un po’ della partita, delle due società e le loro prospettive attuali e future. Ecco l’intervista:Lei ha allenato tantissime squadre. A quale si sente più legato?A tutte le mie squadre. Anche a quelle che ho avuto in Promozione, cui penso spesso con piacere.La Fiorentina? A Firenze ho passato un anno molto intenso e lo ricordo con piacere. Poi ci sono state delle divergenze e ci siamo lasciati. Però, davvero, sono legato a tutte le mie squadre, anche a quelle cui lego esperienze negative, perché sono quelle che mi hanno fortificato.Che società è la Fiorentina? Come giudica la Dirigenza e i Della Valle, che spesso si fanno notare come voce fuori dal coro? Firenze è un’ottima società. I Della Valle a volte spendono dichiarazioni, estemporanee, che spesso vanno oltre gli aspetti calcistici e che preferisco non commentare. Ripeto: la società è ottima.Come vede Milan – Fiorentina di domenica? Sono due squadre che arrivano alla partita con uno stato d’animo molto diverso. Da un lato il Milan, che era partito tra lo scetticismo generale, va molto bene e sta ottenendo dei buoni risultati. Dall’altro la Fiorentina, che invece partiva da una base solida creata l’anno scorso e da cui tutti si attendevano ottime cose sta deludendo le attese ed incontra difficoltà che, francamente, mi sembrano superiori agli infortuni che pure ci sono.Dopo il Montolivo-gate, per così dire, i rapporti tra Milan e Fiorentina sono diventati molto tesi, quasi ostili. Poi la volata Champions di due anni fa e le polemiche che ne sono scaturite hanno ulteriormente appesantito i rapporti. La vicenda di Ljajic, con cui per altro Lei ebbe quel celebre screzio in panchina, lo ha dimostrato. L’anno prossimo potrebbe esserci un nuovo caso con Pasqual. Questo rende i rossoneri i principali nemici dei viola? No. A Firenze hanno un’ostilità molto accesa con la Juve. Quella è davvero molto sentita. Con il Milan c’è rivalità, non antipatia. Così come c’è con molte altre squadre, come la Roma, il Napoli… Però il nemico numero uno, a sensazione, rimane la Juve.A proposito di Juve: dopo Juve – Roma si sono riaccese prepotentemente le polemiche sui  favori arbitrali nei confronti dei bianconeri. Secondo Lei esiste questo sistema pro-Juve oppure sono solo accuse di chi non riesce a prevalere sul campo?E’ un discorso molto ampio. Diciamo che per la mia esperienza posso dire che ci sono squadre favorite dal loro blasone. In Italia le grandi sono sempre un po’ avvantaggiate da questo punto di vista. La Juve anche. Però, secondo me, non c’è un complotto vero e proprio. E’ così, andrebbe rivisto tutto. Parlano di moviola in campo. Va bene. Però io mi chiedo come sia possibile non avere arbitri professionisti. Non posso pensare che distinti Signori che in settimana fanno l’Avvocato, l’assicuratore o l’agente immobiliare, poi la Domenica vadano ad arbitrare su campi importantissimi. Ci vorrebbero dei professionisti che di mestiere facciano solo quello.  Tanto per cominciare…Come vede Inzaghi nel suo nuovo ruolo di allenatore?   E’ sicuramente un allenatore da Milan. Ed è sicuramente stato molto avvantaggiato rispetto ad altri. Perché ha avuto una carriera rapidissima, prima con le giovanili ed ora addirittura in prima squadra. Cosa impensabile per altri.  Comunque, sta facendo bene.Al posto di Inzaghi cosa farebbe con El Shaarawy? Secondo Lei quali sono i motivi della sua crisi? E’ molto difficile dare un giudizio dall’esterno, quando non sei tu l’allenatore. Sicuramente il ragazzo ha delle grandi qualità, un gran talento. Ha perso un anno o forse di più. Però bisogna sempre capire che se sei al Milan sei sempre in discussione. Non puoi pensare di avere il posto fisso, come in certe altre squadre, dove ci sei magari solo tu. Al Milan devi sempre dimostrare di essere all’altezza della situazione, con impegno, costanza, lavoro. Ci sta di non esser sempre titolare. E questo vale anche per campioni del calibro di Torres, Honda ed altri.Quale sarà la classifica, a fine campionato? Juve e Roma secondo me sono nettamente superiori a tutte le altre squadre. Se la giocheranno loro due fino alla fine. Dopo di loro vedo sei o sette squadre tutte molto vicine tra loro. Quella a cui andranno bene due o tre cose arriverà terza. Però se la giocano tutte. Tra queste c’è sicuramente anche il MilanAndrea Bricchi(Twitter: @andreabricchi77)

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