ALESSANDRO COSTACURTA

Alessandro Costacurta Milan
Alessandro Costacurta, al Milan dal 1987 al 2007 (credits: GETTY Images)

PROFILO

Nome: Alessandro Costacurta

Data di nascita: 24 aprile 1966

Luogo di nascita: Jerago con Orago

Nazionalità: italiana

Ruolo: difensore centrale

 

CENNI BIOGRAFICI

Alessandro Costacurta  nasce il 24 aprile 1966 ad Jerago con Orago, in provincia di Varese. Prodotto del vivaio rossonero, in cui crebbe e si formò calcisticamente, Billy (nomignolo derivante dalla sua passione giovanile per l’omonima squadra di basket milanese) si legherà al Milan per la sua intera carriera da professionista, che inizia l’01.05.1986 nell’amichevole Cagliari-Milan 2-4, in cui fa il suo esordio in prima squadra.

 

CARATTERISTICHE
Considerato uno dei migliori difensori italiani di sempre, Costacurta è stato un centrale duttile, capace di agire sia da libero sia da centrale puro. Più che per le doti atletiche, Billy spiccava per l’abilità nell’impostazione della manovra, per senso della posizione e per la prontezza con cui applicava il fuorigioco (elemento chiave della difesa a zona di Arrigo Sacchi). Era dotato di buona tecnica, grande intelligenza tattica ed eccellente tempismo negli interventi, qualità che – unite alla grande concentrazione e determinazione – lo hanno proiettato nell’Olimpo dei migliori difensori della storia del Milan.

 

STORIA

L’esordio in gare ufficiali avviene il 24 agosto 1986 (Milan-Sambenedettese 1-0, Coppa Italia), mentre quello in Serie A è datato 25 ottobre 1987 (Verona-Milan 0-1) e in Coppa dei Campioni il 7 settembre 1988 (Vitocha Sofia-Milan 0-2) .

Le stagioni disputate al Milan sono state 21, 1985-86 e dal 1987-88 al 2006-07. Nella stagione 1986-87, per fare esperienza viene inviato in prestito al Monza, in serie C1. Le presenze totali in gare ufficiali con la casacca rossonera sono state 663, mentre le reti segnate sono state 3.

Vanta anche 59 presenze e 2 gol con la Nazionale italiana, con la quale si laureò vice-campione del mondo ai Mondiali di USA 1994.

Inizialmente offuscato dalla caratura del compagno di reparto Franco Baresi, nel corso degli anni Costacurta riuscì a cancellare gli scetticismi nei suoi confronti, rivelandosi un componente fondamentale della retroguardia del Milan, anche in età avanzata.

Tornato al Milan per la stagione 1987-1988 dopo la parentesi al Monza, trova Arrigo Sacchi sulla panchina rossonera , e a fine stagione il Milan conquista il suo 11º scudetto. Tuttavia, chiuso da Filippo Galli, Costacurta raccoglie solo 7 presenze in campionato e una in Coppa Italia.

La stagione 1988-1989 fu quella della svolta. Infatti, Costacurta superò Galli nella gerarchie di Sacchi e divenne titolare di una difesa con Tassotti, Baresi e Maldini destinata a fare la storia del calcio mondiale. A fine anno le presenze in campionato saranno 26 e per Costacurta arrivò il trionfo in Coppa dei Campioni 1988-1989, nella finale contro la Steaua Bucarest (4-0 al Camp Nou di Barcellona, dove giocò 74 minuti prima di essere sostituito da Filippo Galli).

Nel 1989-1990, Costacurta vinse la Coppa Intercontinentale 1989 contro l’Atlético Nacional, la Supercoppa UEFA 1989 contro il Barcellona di Cruijff e la seconda Coppa dei Campioni consecutiva contro il Benfica. In campionato, invece, il Milan finì secondo a causa della sconfitta contro il Verona nella penultima giornata, nel corso della quale fu espulso (insieme a Sacchi e ai compagni di squadra Rijkaard e Van Basten) per insulti rivolti a uno dei guardalinee. In quella stagione inoltre realizzò il suo primissimo gol in Serie A, quello ai danni dell’Inter nel derby di ritorno perso dai rossoneri per 1-3.

Nel marzo 1991, pochi mesi dopo aver conquistato la Coppa Intercontinentale 1990 e la Supercoppa UEFA 1990, il Milan fu squalificato per un anno dalle competizioni europee per il ritiro arbitrario della squadra dal campo – operato dai dirigenti rossoneri e dovuto allo spegnimento di uno dei riflettori dello stadio Vèlodrome -, perdendo quindi così anche la relativa sfida di Coppa dei Campioni contro l’Olympique Marsiglia.
Nella stagione 1991-1992 Fabio Capello sostituì sulla panchina del Milan Arrigo Sacchi, nel frattempo diventato CT della Nazionale italiana. Gli schemi ferrei di Sacchi furono abbandonati in favore di un 4-4-2 improntato su una maggiore libertà. Dopo un inizio altalenante la squadra volò in testa alla classifica, conquistò lo scudetto senza subire sconfitte, merito anche di Costacurta e di una difesa solidissima.

La stagione 1992-1993 si aprì con la vittoria della Supercoppa italiana 1992 contro il Parma e proseguì con la vittoria dello scudetto e il raggiungimento della finale di Champions League. Nell’ultimo atto della competizione, giocato a Monaco di Baviera, i ragazzi di Capello persero 1-0 contro l’Olympique Marsiglia, nonostante una grande partita di Costacurta.

Sempre sotto la guida di Capello il Milan vinse la Supercoppa italiana 1993, il terzo scudetto consecutivo e raggiunsero la finale di Champions League 1994. Pur privi di capitan Baresi e di Costacurta, squalificati, i rossoneri conquistarono il trofeo battendo per 4-0 il Barcellona nella finale di Atene.

L’inizio della stagione 1994-1995 fu favorevole con la vittoria della Supercoppa Italiana 1994, ma il prosieguo non fu altrettanto felice. Il Milan perse a Tokyo la Coppa Intercontinentale contro gli argentini del Vélez Sarsfield, anche a causa della giornata negativa (condita da un’espulsione) di Costacurta, e anche la finale Champions League, la seconda della gestione Capello, contro gli olandesi dell’Ajax.

Dopo la vittoria dello scudetto nella stagione 1995-1996, Fabio Capello lasciò il Milan, mettendo fine ad un ciclo di trionfi incredibile.

Seguirono così le stagioni 1996-1997 e 1997-1998, negative per il Milan, terminate all’11º e al 10º posto, e fuori dalle Coppe europee sia pur dopo costose campagne acquisti; la squadra rossonera fu contestata dai tifosi durante Milan-Parma del 10 maggio 1998, occasione in cui Costacurta indossò la fascia di capitano al posto dello squalificato Maldini.

Per la stagione 1998-1999 la società decise di rifondare la squadra affidandosi al tecnico Alberto Zaccheroni, fautore di un gioco improntato sul 3-4-3. Zaccheroni rivoluzionò la squadra, partendo proprio dalla difesa. Dopo alcuni esperimenti, come N’Gotty centrale di destra e Ayala perno centrale, il tecnico finì col decidere per la linea difensiva che avrebbe vinto il 16º scudetto della storia rossonera, ovvero Sala–Costacurta–Maldini, che debuttarono insieme in Bari-Milan, nona giornata del campionato. Costacurta, che all’inizio della stagione veniva etichettato come un giocatore da pensionare, vinse subito le diffidenze ritornando atleticamente competitivo e sfoggiando ottime prestazioni.

La stagione 2001-2002 non iniziò nel migliore dei modi per Costacurta. Con l’arrivo di Fatih Terim, il difensore rossonero perse il posto da titolare sia per la poca alchimia con l’allenatore che per la rapida ascesa di Martin Laursen nel ruolo di difensore centrale. Costacurta non trovò così la continuità, tanto da essere spesso relegato in panchina o in tribuna. Ma con l’avvento di Carlo Ancelotti, chiamato sulla panchina rossonera al posto dell’esonerato Terim, Costacurta ritornò nei piani tattici del Milan e, dopo poche prestazioni, riuscì a riconquistarsi il posto da titolare.

Nel luglio 2002, con il contratto in scadenza, Costacurta si congedò dal Milan e si recò negli Stati Uniti per frequentare un master in economia. Nel frattempo il Milan, impegnato ai preliminari di Champions League con lo Slovan Liberec ebbe un’improvvisa carenza di difensori per infortuni e l’amministratore delegato della società Adriano Galliani richiamò (ad insaputa della squadra) Costacurta dall’America per riportarlo a Milano e rinnovargli il contratto alla vigilia della gara di ritorno coi cechi. Ritornato in Italia, Costacurta si disse entusiasta della nuova avventura rossonera, dichiarando inoltre che se non fosse arrivata la chiamata del Milan si sarebbe certamente ritirato dal calcio giocato.

Dopo mesi di preparazione atletica, il 29 ottobre fece il suo esordio stagionale, giocando titolare la quinta giornata di Champions League persa per 2-1 in casa del Lens. Il 3 novembre ritornò a giocare anche in campionato, sempre da titolare, in Milan-Reggina (2-0). Con la presenza di Nesta al centro della difesa rossonera, Costacurta non fu più il difensore centrale titolare. Tuttavia riuscì a ritagliarsi un ruolo importante, giocando nell’inedito ruolo di terzino destro. In quella posizione giocò titolare la finale di Manchester all’Old Trafford vinta contro la Juventus ai calcio di rigore, nonostante venisse da una contusione al polpaccio sinistro. Quattro giorni dopo Costacurta vinse anche la Coppa Italia contro la Roma. Costacurta saltò la Supercoppa UEFA 2003, vinta dal Milan contro il Porto.

Nel mese di dicembre prolungò il suo contratto con i rossoneri fino al 2005 e, dopo settimane di apprensione, annunciò che la squalifica nell’Intercontinentale 1994 non avrebbe influito sulla sua futura partecipazione alla Coppa Intercontinentale 2003. Il 14 dicembre 2004, complice l’infortunio di Nesta, fu schierato titolare nell’Intercontinentale. Il match terminò col risultato di 1-1, e così furono i rigori a dare la vittoria ai sudamericani per 3-1, con l’ultimo tiro rossonero fallito proprio da Costacurta, il cui penalty fu smorzato dal terreno e parato da Roberto Abbondanzieri. In compenso, il 2 maggio 2004 vinse il suo settimo scudetto a due giornate dal termine del campionato grazie allo 1-0 contro la Roma.

Dopo una stagione favorevole, in cui fu protagonista di una seconda giovinezza, all’inizio della stagione 2004-2005 Costacurta cominciò ad avere poco spazio, essendo chiuso da Nesta, da Maldini e dal nuovo arrivato Stam. Disputò diverse partite, ma non scese in campo nella finale di Champions League 2004-2005 persa ai rigori contro il Liverpool.

Nel gennaio 2005 rinnovò il suo contratto con il Milan fino al 2006. Anche nel corso della stagione 2005-2006 Costacurta offrì ottime prestazioni, giocando tra l’altro anche la semifinale di ritorno contro il Barcellona che sancì l’eliminazione del Milan dalla Coppa. Rinnovò il suo contratto fino al 2007, anno del suo ritiro dal calcio giocato.

All’inizio della stagione 2006-2007 fu impiegato titolare in entrambe le gare del preliminare di Champions League contro la Stella Rossa che qualificarono i rossoneri alla fase a gironi della competizione.

Disputò la sua ultima partita in carriera il 19 maggio 2007, a 41 anni, a San Siro in Milan-Udinese (2-3), segnando su rigore l’ultimo gol della carriera (terzo in Serie A, a più di quindici anni di distanza dal secondo), prima di uscire dal campo ricevendo una standing ovation da parte dai tifosi rossoneri. Con questo gol, Costacurta diventò il calciatore più anziano ad aver mai segnato in Serie A: con i suoi 41 anni e 25 giorni batté il precedente primato di Silvio Piola, che in Novara-Milan del 7 febbraio 1954 segnò a 40 anni, 6 mesi e 9 giorni. Qualche giorno più tardi, il 23 maggio, pur non scendendo in campo, conquistò la Champions League ai danni del Liverpool, l’ultimo trofeo in maglia rossonera.

 

IN NAZIONALE
Con l’Italia Costacurta disputò, tra il 1986 e il 1990, 8 partite con la Nazionale Under-21, partecipando a due Europei di categoria (1988 e 1990).

Nel giugno del 1990, nonostante fosse reduce da ottime stagioni con la maglia del Milan, il C.T. Azeglio Vicini non lo incluse nella rosa che disputò i Mondiali 1990 in Italia, preferendogli nello stesso ruolo Giuseppe Bergomi. Il 18 dicembre 1990 fu convocato in Nazionale maggiore per la sfida contro Cipro valida per le qualificazioni all’Europeo 1992, ma Vicini non lo fece mai scendere in campo.

Il 13 novembre 1991, il nuovo commissario tecnico Arrigo Sacchi, già suo tecnico al Milan, lo fece esordire, a 25 anni, in Italia-Norvegia (1-1) disputata a Genova. Il 4 giugno 1992, invece, realizzò il suo primo gol in nazionale, in Italia-Irlanda (2-0) disputata a Boston (USA Cup).

Costacurta partecipò così da titolare al Mondiale 1994, formando con il capitano Baresi la coppia difensiva centrale dell’Italia. Esordì il 18 giugno 1994 in Italia-Irlanda (0-1), prima gara della fase a gironi, in cui fu il migliore degli azzurri. Quando Baresi si infortunò nella seconda partita del girone, contro la Norvegia, Sacchi consegnò a Costacurta le chiavi della difesa azzurra tra lo scetticismo generale dell’opinione pubblica che non lo considerava all’altezza del compito. Costacurta rispose sul campo, sfoggiando ottime prestazioni. Nella semifinale vinta contro la Bulgaria, in cui si riconfermò uno dei migliori azzurri, rimediò un’ammonizione per un fallo su Stoičkov e, essendo diffidato, fu costretto a saltare la finale contro il Brasile. Per Costacurta fu la seconda finale saltata per squalifica in meno di tre mesi (dopo quella di Champions League con il Milan).

Dopo l’epilogo del mondiale che vide l’Italia sconfitta ai calci di rigore, Costacurta giocò titolare anche l’Europeo 1996. Nella partita inaugurale del torneo (Italia-Russia 2-1), fu schierato dal primo minuto come difensore centrale in coppia con Apolloni. Nella seconda partita della fase a gironi, quella contro la Repubblica Ceca, la coppia difensiva non riconfermò le ottime prestazioni sfoggiate nella gara inaugurale: Apolloni fu espulso dopo solo mezz’ora di gioco, mentre Costacurta non riuscì a contenere le offensive dei cechi. Nell’ultima partita della fase a gironi, quella contro la Germania che sancì l’eliminazione degli azzurri, Costacurta fu schierato dal primo minuto, giocando una buona partita.

Con l’arrivo di Cesare Maldini sulla panchina azzurra e l’esplosione dei difensori Cannavaro e Nesta, Costacurta conservò il posto da titolare e partecipò sia al Torneo di Francia nel 1997 che al Mondiale transalpino del 1998. Al Mondiale francese risultò uno dei migliori giocatori italiani. L’Italia raggiunse i quarti di finale che la videro opposta alla Francia padrona di casa, e Costacurta realizzò il terzo calcio di rigore della serie necessaria per assegnare la vittoria, allorquando la partita si protrasse oltre i tempi regolamentari e quelli supplementari sullo 0-0. Tuttavia, gli errori di Albertini e Di Biagio fecero sì che a passare il turno fossero gli avversari, in forza del punteggio di 3-4. Costacurta lasciò la Nazionale dopo il Mondiale, concludendo la sua carriera in azzurro con 59 presenze e 2 reti.

DA ALLENATORE

Come allenatore, nella stagione 2007-2008 Costacurta è diventato un collaboratore tecnico del Milan, lavorando con mister Carlo Ancelotti e il vice-allenatore Mauro Tassotti.

Il 3 luglio 2008 ha conseguito il patentino professionista di prima categoria UEFA Pro.

Nell’ottobre dello stesso anno ha intrapreso la prima esperienza da allenatore, sostituendo Giuseppe Brucato alla guida del Mantova, in Serie B. Ha esordito con una sconfitta contro il Rimini, 1-0, il 28 ottobre 2008. Subentrato con la squadra a metà classifica, si è dimesso il 9 febbraio 2009, dopo quattro vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte, che avevano fatto scendere il Mantova ai margini della zona retrocessione.

 

PALMARES

1 Coppa Italia Primavera (1984-1985),

7 Campionati italiani di serie A (1987-1988, 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994, 1995-1996, 1998-1999, 2003-2004),

5 Supercoppe italiane (1988, 1992, 1993, 1994, 2004),

1 Coppa Italia (2002-2003),

5 Coppe dei Campioni/UEFA Champions League (1988-1989, 1989-1990, 1993-1994, 2002-2003, 2006-2007),

4 Supercoppa UEFA (1989, 1990, 1994, 2003), 2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990).

Inoltre vanta nel suo ricco palmares 2 finali di Coppa dei Campioni contro l’Olympique Marseille (1993) e contro l’Ajax (1995), 2 finali di Coppa Intercontinentale: contro il San Paolo (1993) e contro il Velez Sarsfield (1994), 1 finale di Supercoppa Europea contro il Parma (1994), 1 Premio “Gaetano Scirea” (2000).

 

CURIOSITA’

Dopo il ritiro da allenatore, è diventato opinionista di Sky, ruolo che tuttora mantiene.

Costacurta ha sposato in seconde nozze il 14 giugno 2004 la show-girl Martina Colombari, da cui nello stesso anno (2 ottobre 2004) ha avuto il figlio Achille.

Tra gli innumerevoli record stabiliti, ricordiamo quello di terzo giocatore per numero di presenze nella storia del Milan, con 458 partite di campionato e 663 in totale; davanti a lui soltanto Paolo Maldini (902) e Franco Baresi (719).

E’ anche il calciatore più anziano ad aver mai segnato in Serie A (a 41 anni e 25 giorni), mentre è il calciatore di movimento più anziano ad aver disputato una gara in Serie A (superato dai portieri Marco Ballotta con 44 anni e 38 giorni, Alberto Fontana con 41 anni e 297 giorni, Francesco Antonioli con 41 anni e 243 giorni e Dino Zoff con 41 anni e 76 giorni).

E’ anche il calciatore di movimento più vecchio mai sceso in campo in Champions League all’età di 40 anni e 213 giorni. Il record assoluto appartiene al portiere Marco Ballotta, che l’11 dicembre 2007 ha giocato la partita Real Madrid-Lazio a 43 anni e 253 giorni.

Nel 2004 è risultato 50º nell’UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d’Europa dei cinquant’anni precedenti.

Giovanni Labate