Costacurta: “Milan? non mi ha chiamato. Boban, grande cultura”

Costacurta: “Milan? non mi ha chiamato. Boban, grande cultura”

Intervenuto sulle frequenze di Radio24 nel programma Tutti Convocati Alessandro Costacurta ha parlato di Milan, di Boban, di Nazionale e anche di Juventus

di Peppe Gallozzi

CALCIOMERCATO MILAN– Ha parlato di Milan, di Nazionale italiana ma anche di Juventus Alessandro Costacurta, intervenuto a “Tutti Convocati“, programma radiofonico di Radio24 condotto da Carlo Genta e Pierluigi Pardo:

Non sono stato chiamato dal Milan ma conosco molto bene Paolo Maldini. Avrei accettato solo un certo tipo di impegno e non altri, quello che potevo fare era un ruolo che già sta facendo lui. La scelta di Zvonimir Boban va in un’altra direzione perchè Zvone è una persona con talento incredibile, anche extracalcistico. E’ una grande persona di cultura, nel calcio ne abbiamo bisogno di gente di cultura”.

Sulla nazionale grande soddisfazione: “Dopo Novembre 2017 mi sono trovato catapultato nella situazione delle squadre nazionali. Una volta arrivato ho visto le squadre, anche le giovanili, e ho subito pensato che ci fosse del gran materiale. Poi personaggi come Roberto Mancini hanno il coraggio di scovare il talento che c’è in tanti giocatori italiani”. Un mister che privilegia soprattutto l’aspetto del gioco:

“E’ quello che chiesi a Mancini, volevo energia nuova e un bel gioco. Conosco Roberto da tempo, abbiamo vinto insieme il mondiale militare nel 1988 e sapevo quello che avrebbe dato al calcio italiano. Non pensavo in così poco tempo.  L’immagine di Belotti e Immobile che in Svezia difendono sul limite della nostra area di rigore mi aveva scioccato. Credo che la nostra sia una nazionale bella e piena di giocatori con tanti minuti nelle gambe. Ce la giochiamo alla pari con tutte, poi è chiaro che si può anche perdere. Questo chiedevamo alla Nazionale e alle nazionali. Abbiamo un gran settore giovanile e di questo voglio spendere una parola di ringraziamento verso il coordinatore Maurizio Viscidi”.

E’ un calcio italiano, in generale, che sta riacquistando il vecchio appeal: “E’ vero che ci viene riconosciuta questa crescita tant’è che gente come Ancelotti, Sarri e Conti scelgono di ritornare in Italia. La Champions League è andata in una direzione, lo spettacolo viene dall’atteggiamento. E sui giovani è la stessa cosa, è cambiata la mentalità. Prima se facevi esordire un giovane ti davano del pirla oggi invece tutti hanno voglia di vedere un prospetto. Abbiamo giocatori già strutturati per giocare, soprattutto fisicamente, come Zaniolo, Kean e Tonali“.

La chiusura sulla Juventus: “Le quattro partite ad eliminazione diretta contro Atletico Madrid e Ajax hanno spinto la Juventus a cercare qualcosa di diverso. Tre di queste sono state giocate non all’altezza quando tutti avevano chiesto un atteggiamento diverso e più coraggio. A livello europeo probabilmente quell’atteggiamento non è piaciuto alla dirigenza“.

 

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