AMARCORD – SUPERPIPPO ALLA CONQUISTA DI PALERMO

AMARCORD – SUPERPIPPO ALLA CONQUISTA DI PALERMO

Filippo Inzaghi - fonte foto: sport.sky.it
Filippo Inzaghi – fonte foto: sport.sky.it
Non è un campo stregato, ma poco ci manca. Al Barbera il Milan ha raccolto più dispiaceri che punti. Sabato toccherà a Inzaghi invertire il trend negativo e portare a casa i 3 punti dalla Sicilia. Impresa tutt’altro che facile, visto e considerato il disastroso rendimento dei rossoneri in trasferta. E quello eccezionale dei rosanero tra le mura amiche. Tuttavia Superpippo ha già vinto al Barbera. Non da allenatore, ma da giocatore. Era il 2005-2006 e la squadra di Ancelotti inseguiva a distanza la Juve di Capello. Piccolo aneddoto, Milan e Palermo si erano già incrociati in coppa Italia. Alla vigilia della gara di ritorno dei quarti, Zamparini caricò i rosanero così:”Non abbiamo alcuna speranza, concentriamoci sul campionato: così finiamo in serie B”. Parole demotivanti che infiammarono gli undici in campo. Finì 3-0 per il Palermo e il Milan disse addio alla coppa. Invece alla vigilia del match di campionato, il presidentissimo cambiò registro: “Adesso sento che ce la possiamo fare, siamo all’altezza del Milan”. Parole tutt’altro che profetiche della Cassandra rosanera. Infatti il Milan espugnò il fortino palermitano 0-2. Punteggio all’inglese, ma la gara fu più complicata di quel che sembra. Anche perchè il Palermo di Papadopulo vendette cara la pelle, sfiorando a più riprese il vantaggio nella prima frazione di gioco. Il Milan, come le grandi squadre, prima soffrì e poi colpì nel momento migliore dei padroni di casa. Fu proprio Superpippo ad ad aprire le danze con una girata di testa su assist di Vogel al 27′ p.t. Incanalata la gara sui binari giusti, il Milan gestì le sfuriate avversarie e si limitò a nascondere il pallone. Missione affidata alla sapienza di Pirlo, direttore d’orchestra e vertice basso del centrocampo milanista. A offendere poi ci pensavano quei tre là davanti: Kakà-Inzaghi-Sheva, da declinare tutto d’un fiato. Quando Papadopulo si giocò il tutto per tutto, i rossoneri raddoppiarono in contropiede: all’ 83 Seedorf lanciò nelle praterie siciliane Shevchenko che fu atterrato da Andujar. Calcio di rigore ed esecuzione perfetta dell’ucraino. Grazie al doppio vantaggio, i rossoneri evitarono il patema finale, nonostante l’espulsione per doppia ammonizione di Stam, migliore in campo. Il Milan conquistò così 3 punti fondamentali per la rincorsa scudetto. Anche se la rimonta fallì. La squadra di Ancelotti chiuse la stagione al secondo posto a -3 dai bianconeri. Ma la classifica fu poi riscritta dalle sentenze della Giustizia Sportiva. Altri tempi, anche se il passato ogni tanto riaffiora, sotto forma di prescrizione.Mariano Messinese Twitter:@MarianoWeltgeis

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