AMARCORD – QUANDO MILAN E CHIEVO SI SFIDARONO PER UN POSTO IN CHAMPIONS

AMARCORD – QUANDO MILAN E CHIEVO SI SFIDARONO PER UN POSTO IN CHAMPIONS

Carlo Ancelotti (Fonte foto: footballtransfer.blogosfere.it)
Carlo Ancelotti (Fonte foto: footballtransfer.blogosfere.it)
Davide contro Golia, oppure la cenerentola della serie A contro una delle regine del nostro calcio, la salvezza contro un posto nell’Europa (che conta meno). E’ normale che Chievo e Milan abbiano obiettivi diversi. Almeno oggi, eppure tredici anni fa clivensi e rossoneri lottavano per lo stesso scopo: un posto in Champions League. Sfogliare le formazioni di quella gara giocata il 7 aprile 2002 fa un certo effetto. Per esempio i gialloblu schieravano Perrotta, onesto mediano non ancora eroe di Germania 2006, Bernardo Corradi, il centravanti tronista, mentre sulle fasce correvano le frecce nere: Christian Manfredini, eterna promessa (da marinaio) del calcio tricolore e il brasiliano Luciano che sul passaporto si chiamava ancora Eriberto e aveva due anni in meno. Il tecnico di questa banda di simpatici debuttanti al gran ballo della massima serie è Gigi Del Neri, friulano doc con alle spalle tanti anni in panchina nelle categorie minori e un modulo “feticcio”: il 4-4-2.Il suo è un calcio elementare, minimalista ma tremendamente letale. Se ne accorgono presto tutti, anche i più scettici: il Chievo vola in classifica già dalle prime giornate. All’esordio strapazza la Fiorentina, in crisi tecnica e finanziaria, si ripete contro il Bologna alla seconda, sfiora il colpaccio contro la Juve al Delle Alpi ma perde in rimonta. Comunque dopo 9 partite la truppa di Del Neri ha già raccolto 19 punti: in pratica quasi la metà della quota salvezza. Accontentarsi sarebbe un delitto. Nelle giornate successive il Chievo non mantiene questo ritmo serrato, ma si assesta nelle prime 5 posizioni della classifica, togliendosi anche lo sfizio di battere l’Inter a domicilio.E il Milan? Alle campagna acquisti sontuosa (Rui Costa, F.Inzaghi, Pirlo, Umit, Laursen e Javi Moreno) segue una stagione sulle montagne russe. Il motivo è semplice: risultati altalenanti che portano all’esonero di Terim, sostituito con Carletto Ancelotti, l’infortunio di F.Inzaghi, le amnesie di Laursen e le difficoltà di ambientamento incontrate da Umit e Javi Moreno Insomma, il Milan si ritrova ben presto fuori dal treno per lo scudetto. Per salvare la stagione non resta che centrare il quarto posto, l’obiettivo minimo. Ma per raggiungerlo Ancelotti deve prima passare sul cadavere del Chievo. Impresa tutt’altro che agevole, soprattutto dopo le 4 scoppole rimediate dalla sua squadra a Dortmund in coppa Uefa qualche giorno prima.Tuttavia Superpippo mette subito la gara in discesa, “vendicandosi” di Lupatelli che gli aveva fracassato un ginocchio nella gara d’andata. Al 13′ del primo tempo il Milan è già avanti 0-1. Ma è solo un’illusione. Il Chievo non si disunisce e riagguanta il pari con Moro dieci minuti dopo. L’avvio è scoppiettante, ma i botti finiscono presto per lasciare il posto alle botte. Poco calcio e tanti calci: sulle fasce Serginho e Moro se le danno di santa ragione, in mezzo al campo solo disordine. Poi il Milan perde anche Rui Costa per un risentimento muscolare e Carletto Ancelotti è costretto a inserire Shevchenko non al meglio della condizione. Ma la musica non cambia, il punteggio non si schioda dall’ 1-1, nonostante qualche sortita dei solisti rossoneri. A un quarto d’ora dal termine l’espulsione di Moro potrebbe cambiare la storia della partita. I rossoneri ingranano la quinta ma non sfondano, anche se al 94′ Superpippo spara alle stelle il pallone che vale 3 punti. Il triplice fischio finale di De Santis archivia una gara tutt’altro che indimenticabile. Anzi, l’unica cosa che resterà impressa sarà la contestazione della tifoseria clivense all’arbitro di Tivoli. Insomma, altro che sportività reclamizzata, anche nel piccolo mondo Chievo i tifosi si arrabbiano. Proprio come in tutti gli altri stadi. Al di là del pareggio, nel finale di stagione i rossoneri si ricompattarono e, complice un calendario più favorevole, conquistarono il quarto posto, staccando il pass per la Champions. Sembrò un salvagente per la stagione. In realtà sarebbe stato molto di più. Ma questo i rossoneri lo scopriranno un anno dopo all’Old Trafford.Mariano Messinese Twitter:@MarianoWeltgeis

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