AMARCORD – QUANDO INZAGHI NE FECE 3 AL TORO

AMARCORD – QUANDO INZAGHI NE FECE 3 AL TORO

Filippo Inzaghi
Filippo Inzaghi (Fonte foto: calcioblog.it)
Dignità: è questa la parola d’ordine del Milan in queste ultime due giornate di campionato. Già, più facile a dirsi che a farsi. Anche alla luce del disastro di Sassuolo. Insomma, difficile trovare motivazioni in questo finale di stagione. Soprattutto se di fronte avrai un Toro motivatissimo. Perciò vincere contro i granata avrebbe il sapore dell’impresa.  Si, avete letto bene. Un tempo sarebbe stato il contrario, ma ormai questo è il presente rossonero. Eppure,  il Torino evoca dolci ricordi. Soprattutto a Superpippo. In particolare una sontuosa tripletta nel campionato 2008-2009, l’ultimo targato Ancelotti. Sembra una vita fa… San Siro, 19 aprile 2009. Il Milan ospita la squadra di Camolese che ha un conto aperto con i rossoneri: sette anni prima gliene rifilarono 6. Ma forse non è il caso di invocare improbabili vendette. Anche perchè i suoi uomini sono con l’acqua alla gola, completamente immersi nella lotta per non retrocedere.Il Milan sta decisamente meglio. Insegue a distanza l’Inter capolista. E soprattutto può contare su un Superpippo in forma smagliante. L’attaccante rossonero mette subito le cose in chiaro e segna dopo pochi minuti su assist di Beckham (eh già, c’era lo Spice Boy). Banti annulla e strozza in gola l’urlo del centravanti. Ma è solo un incidente di percorso. Anche perchè proprio dall’ asse Beckham- Superpippo nasce la rete del vantaggio: corner dell’inglese e stacco imperioso del nazionale italiano. Milan avanti 1-0. In chiusura di tempo arriva il raddoppio. Il copione è lo stesso: pennellata col contagiri di Beckham e stacco di testa magistrale di Inzaghi: 2-0 e  Toro alle corde.Nella ripresa il Milan dilaga. Si aprono praterie nella metà campo ospite. Ne approfitta Ronaldinho (eh, già, c’era anche lui) che rifinisce per Superpippo: 3-0 e tripletta. Il resto è solo accademia: c’è gloria anche per Kaka che timbra il cartellino su rigore. Il Torino salva l’onore con Franceschini, ma Sereni deve arrendersi ancora, prima del triplice fischio finale,  ad Ambrosini. Finisce 5-1 per i rossoneri che vincono e convincono. Il Milan concluse quel campionato al terzo posto, non riuscendo mai a impensierire l’invincible armada di Mourinho. Anzi, la matematica certezza del piazzamento d’onore arrivò all’ultima giornata contro la Fiorentina, cioè nel giorno dell’addio al calcio di Maldini. Un mese dopo anche Ancelotti e Kaka salutarono Milanello. Era finito un ciclo. Vincente, più in Europa che in Italia. Galliani decise di ripartire l’anno successivo con Leonardo, cioè con una soluzione interna. Proprio come ha fatto con F.Inzaghi. Ma stavolta i conti non tornano.p.s. L’amarcord di oggi vi ha cullato con dolci ricordi: la classe di Beckham, le magie di Ronaldinho, l’estro di Kakà. Non vogliamo fare i nostalgici, né intendiamo paragonare l’oro di qualche anno fa al bronzo, materia di cui sono fatti i piedi di tanti rossoneri in rosa quest’anno. Non siamo sadici, ma come ha detto  Edoardo Lavezzari,:” Fra vent’anni chi scriverà l’amarcord sul Milan 2014-15 avrà di che sbizzarrirsi. E divertirsi”. Insomma, l’importante è  prendere con ironia anche le cose più brutte. Mariano Messinese Twitter:@MarianoWeltgeis 

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