AMARCORD – MILANO-BERGAMO: SOLO ANDATA

AMARCORD – MILANO-BERGAMO: SOLO ANDATA

Riccardo Oliveira
Riccardo Oliveira (fonte foto: calciobidoni.it)
Non sono mai state una passeggiata le trasferte rossonere a Bergamo. Il Milan ha sofferto spesso le sfide all’Atleti Azzurri d’Italia. E anche la prossima, che chiuderà questo disastroso campionato degli uomini di Superpippo, ha tutta l’aria di non essere da meno,nonostante valga poco o nulla per entrambe le contendenti. Ironia del destino: l’anno scorso il calendario sorteggiò alla 38ma giornata proprio questo derby. Finì 2-1 per i bergamaschi. La decise Franco Brienza con un missile terra-aria nel sette all’ultimo secondo della stagione.E comunque quella non fu la peggiore prestazione offerta dal Milan al vecchio Comunale. Una delle più magre figure rossonere risale al 5 novembre 2006, anno uno post Calciopoli. Quell’anno la squadra di Carlo Ancelotti attraversava un periodo delicato: in classifica aveva subito una pesante penalizzazione dopo lo scandalo estivo. In più soffriva di sindrome di abbandono, dopo la partenza di Shevchenko per il Chelsea e l’acquisto del bidone Oliveira. A novembre il distacco dall’inedita coppia di testa Palermo-Inter si aggirava intorno ai 14 punti. A questo punto era logico dirottare gli interessi su altri obiettivi. In particolare alla Champions League, per la quale il Milan non ha mai nascosto una certa affinità elettiva.Con la testa altrove, i rossoneri scesero in campo distratti. Dopo 5′ l’Atalanta era già avanti con un gol di Ventola (sì, proprio lui, come direbbe Piccinini). E’ un gol fulmineo, bello e anche casuale: rinvio lungo del portiere, palla spizzicata di testa a centrocampo, l’ex Bari che si trova sulla diagonale giusta e indovina il sinistro dal limite. Gara tutta in salita per il Milan. Anche se ci sarebbe tutta una vita per recuperare. Ma quel giorno Pirlo ha le idee poco chiare, Oliveira non la becca mai, Kakà va a sprazzi e Seedorf gioca in ciabatte, mentre Gourcouff vince la medaglia d’oro per miglior tuffo in area avversaria. Pieri ci casca, ma poi ci ripensa. Nessun rigore e ammonizione per il francese.Non è una gran giornata per il Milan, figuriamoci per il signor Pieri di Genova che non ravvisa un atterramento (solare) ai danni di Bonera ancora nell’area nerazzurra. Ma l’alibi arbitrale tiene fino a un certo punto. Così come la sfortuna che costringe Gattuso a lasciare il campo alle mezzora del secondo tempo, lasciando i suoi in 10 per esaurimento sostituzioni. In realtà gli uomini di Ancelotti non giocano, stanno solo in campo. Al 92′ ci pensa Soncin a chiudere la gara in contropiede. Anzi, nell’occasione il Cobra si permette il lusso di dribblare Maldini e beffare Dida con un sinistro  a giro. Indimenticabile per Soncin. Vince l’Atalanta 2-0 e a fine gara i tifosi festeggiano con caroselli come se fosse la finale di Champions. Dopo tutto non capita tutti i giorni di battere il Milan. Ovvero la stessa squadra che alzerà al cielo la coppa dalle grandi orecchie ad Atene  a maggio.Mariano Messinese Twitter:@MarianoWeltgeis

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