AMARCORD – LA FATAL VERONA

AMARCORD – LA FATAL VERONA

Rivera disperato dopo la sconfitta 5-3 (fonte foto: www.ilcatenaccio.es)
Rivera disperato dopo la sconfitta 5-3 (fonte foto: www.ilcatenaccio.es)
Il Milan ha un relazione complicata con il Bentegodi. Se stessimo parlando di persone, probabilmente leggeremmo questo nell’era dei social network. Ma gli eventi che mi accingo a raccontare sono datati e appartengono a un periodo in cui la tv era in bianco e nero e con un solo canale. In compenso c’era già Pippo Baudo. Scherzi a parte, il 1973 non fu un anno molto diverso dai tempi che viviamo oggi. Anche allora il mondo era attraversato da una grave crisi energetica, una frusta che feriva gli entusiasmi suscitati dal boom economico del decennio precedente. Gli italiani impararono- qualora ce ne fosse bisogno- a stringere la cinghia e a rinunciare alla macchina. Ma questi sacrifici furono compensati, almeno in parte, da un campionato di calcio avvincente. All’ultima giornata c’erano tre squadre in lotta per lo scudetto: Milan, Juventus e Lazio. Il Milan, fresco vincitore della Coppa delle Coppe, era impegnato al Bentegodi contro il Verona. La società chiese di posticipare la partita, ma la Federazione si oppose:”Questo scudetto s’ha da assegnare”.Allora i rossoneri si piegarono al diktat e raggiunsero Verona. Sembrava una formalità, una pratica da archiviare in uno stadio comunque gremito di milanisti. Una vittoria e poi avrebbero appuntato la “stella” sulla maglia. Ma le cose andarono diversamente e il sogno assunse i contorni dell’incubo. Dopo mezz’ora la squadra di Rocco era già sotto di tre gol. Con le gambe in acido lattico e la mente annebbiata, i rossoneri non avrebbero mai potuto cambiare la storia. E infatti il punteggio finale fu 5-3 per il Verona. Addio scudetto. Ad aggiudicarselo in volata fu la Juventus di Vycpalek, zio di Zdenek Zeman, complice la sconfitta della Lazio a 3′ dalla fine a Napoli.Il Milan tornò a giocarsi (e perdere) lo scudetto nella “fatal Verona” diciassette anni dopo. Chissà se allora gli amanti della cabala e i più superstiziosi tra i tifosi rossoneri notarono il numero infausto. Ma ciò che non fece la sfiga, potè Lo Bello jr. Al Bentegodi andò in onda infatti una delle pagine più “strane” della storia calcistica. Stavolta il Milan cominciò bene, il vantaggio siglato da Simone sembrò spianare la strada, ma l’arbitro siciliano si mise di traverso: negò due rigori al Mlan e allontanò Sacchi dalla panchina. Ai rossoneri saltarono i nervi e il Verona ne approfittò per pareggiare con il bidone Sotomayor. Van Basten perse le staffe e buttò la maglia a terra. Lo Bello inflessibile lo spedì sotto la doccia, identico trattamento riservato a Rijkaard. Ridotti in 9, Gullit e compagni furono giustiziati nel finale da Pellegrini, peraltro in fuorigioco. Nel finale convulso ci fu spazio anche per l’espulsione di Costacurta, mentre il Napoli vinceva agevolmente a Bologna e volava a conquistare il suo secondo scudetto. E il Verona? Retrocesso.Anche l’anno scorso le cose non sono andate molto bene per il Milan. Poli illuse, ma Toni pareggiò e ribaltò il risultato. Non c’è dubbio, la trasferta di Verona evoca vecchi fantasmi. Ma Superpippo e il suo team di Ghostbusters sanno come neutralizzarli.Mariano Messinese Twitter:@MarianoWeltgeis

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