AMARCORD – LA CASSANEIDE MILANESE

AMARCORD – LA CASSANEIDE MILANESE

Antonio Cassano - fonte www.sport.libero.it
Antonio Cassano – fonte www.sport.libero.it
Esiste l’amore razionale, quello che cresce col tempo e che si nutre dell’accettazione dei difetti reciproci. E poi esiste il colpo di fulmine, folle e irrazionale, istintivo e istantaneo. La seconda opzione affettiva è quella più adatta a un giocatore tanto geniale quanto matto come Cassano. Per Fantantonio è stato amore a prima vista con la Samp, Mazzarri e il presidente Garrone. Ma dopo una lunga luna di miele, una qualificazione in Champions,un ‘altra in Europa League e un gavettone a Mazzarri, i rapporti si sono guastati e sono volati piatti, bicchieri e qualche parola di troppo nei riguardi del patron. Risultato: alla prima occasione Garrone lo sviaggiò a Milano, sponda rossonera.  E  così Cassano, nonostante la fede nerazzura, mai negata, si ritrovò a lottare nel gennaio del 2011 per lo scudetto al fianco di Ibra, Thiago Silva, Pirlo e Gattuso. Vi è scappata la lacrimuccia nostalgica leggendo questi nomi? Suvvia, è passato un po’ di tempo. Animo. Dunque, riprendiamo il discorso. El pibe de Bari arriva a ingrossare le file di una squadra già forte e prima in classifica. Si presenta così:”Devo cambiare per forza. So che questa è l’ultima grande occasione della mia carriera. Se sbaglio anche qui, sono da rinchiudere in manicomio. Dopo il Milan c’è solo il cielo”.Insomma, anche qui parole dolci per il “club più titolato al mondo” e un discreto contributo nel girone di ritorno: 3 gol di cui uno su rigore nel derby trionfale finito 3-0 che spiana la strada per il Tricolore. La stagione seguente, nonostante la riconferma in squadra, inizia la sua parabola discendente: viene scavalcato nelle gerarchie e relegato spesso in panchina. Poi ci si mette anche il cuore a fare le bizze. A ottobre, di ritorno dalla trasferta contro la Roma, Cassano accusa un principio di ischemia, causato da una malformazione cardiaca. Finisce sotto i ferri ed è costretto a una assenza prolungata. Galliani e la società gli restano vicini e lui ringrazia. Torna in campo ad aprile nella gara contro la Fiorentina che in pratica scuce lo scudetto ai rossoneri per consegnarlo, guarda i casi della vita, ai rivali bianconeri.  In estate il rapporto si logora e le strade si separano. Galliani ha una delle sue intuizioni e lo scambia con il nerazzurro Pazzini.Ma Fantantonio non ci sta a passare per un vecchio stivale buttato via e trova il modo di vendicarsi. Alla conferenza stampa di presentazione ne ha per tutti, soprattuto per uno: “Galliani è tutto fumo e poco arrosto e non ha mantenuto le promesse. Quali? Chiedeteglielo a quel signore là, tanto dirà che ha sempre ragione lui. Andrà d’accordo solo con la gente ruffiana e io non sono quel tipo”. Insomma, non si è tolto il sassolino dalla scarpa, ma un macigno. Poi la dichiarazione d’amore:”Avevo detto che dopo il Milan c’è il cielo? Allora dopo il cielo c’è l’Inter. Conosco Stramaccioni dai tempi della Roma. E’ una brava persona”. E’ un amore impetuoso quello per il giovane tecnico nerazzurro, suggellato dall’ abbraccio al termine del derby vinto per 1-0. Tutto sembra procedere per il meglio, come la stagione dell’Inter. Poi, alla crisi di risultati segue quella affettiva. Stavolta non volano solo le parole perche i due vengono alle mani e devono intervenire gli altri giocatori per separarli.A fine anno entrambi lasciano la Pinetina, Fantantonio va in esilio in provincia a Parma per ricostruire la sua carriera dopo l’infelice parentesi meneghina. E qui si conclude la Cassaneide. Resta ancora un punto inevaso nella vicenda epica: com’è finita con Mazzarri? L’ultima volta si sono incrociati al Tardini qualche mese fa. Cassano vinse, ma non si accontentò e nel tunnel degli spogliatoi disse a Juan Jesus: “Fai i complimenti al tuo allenatore per come gioca la squadra”. C’eravamo tanti amati…Mariano Messinese Twitter:@MarianoWeltgeis 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy