AMARCORD – IL TALENTO DI HOUDINI

AMARCORD – IL TALENTO DI HOUDINI

Jeremy Menez (acmilan.com)
Jeremy Menez (acmilan.com)
Come definireste un giocatore che fa guadagnare alla sua squadra metà dei punti in classifica, e ne fa perdere altrettanti? Io lo chiamo Jeremy Menez. E’ proprio il francese l’incognita, la x, il valore necessario per risolvere l’equazione più complicata di sempre: questa tormentata stagione rossonera.In effetti le fortune e le sfortune del Milan sono andate di pari passo con le giocate geniali del parigino. Un esempio? A settembre, dopo la gara contro il Parma, la critica decantava la novelle vague milanista, nel segno di Inzaghi. Era settembre e Menez si era appena guadagnato l’affetto dei milanisti dopo un gol di tacco al Tardini. Roba da spellarsi le mani. Era settembre, appunto. Ma sembra una vita fa. Perchè da allora il Milan ha acquistato un biglietto per salire sulle montagne russe: in calo di gioco e risultati  fra ottobre e novembre e  rinascita a dicembre, suggellata dalla vittoria convincente con il Napoli. Poi nel 2015 è iniziato il disastro. Certo, Menez ha timbrato spesso il cartellino, ma ha anche offerto prestazioni al limite dell’imbarazzante. Fatto sta che gli applausi si sono presto trasformati in fischi. Per lui e per i suoi compagni di squadra.In realtà non è la prima volta che Jeremy Menez subisce una contestazione. Anzi, la sua prima esperienza nel campionato italiano con la maglia della Roma fu un calvario. Nella città eterna è rimasto 3 anni, dal 2008 al 2011. Ed è stato un periodo di vacche magre: 70 presenze e 7 gol. Il talento c’era, per carità, ma si nascondeva anche molto bene, dietro i mugugni del francese. Jeremy comunque non ha accettato mai passivamente la situazione. Anzi, già alla termine della prima difficile stagione aveva annunciato:”Ho voglia di giocare e rendermi utile per la squadra, solo così posso recuperare la forma migliore. Io con questa maglia mi sento bene, non ho nessuna intenzione di andare via, resto qui sperando di farvi vedere il vero Menez» .Purtroppo quello (forse) era il vero Menez. Classe pura, qualche gol pesante, ma anche tante (troppe) pause. Così la dirigenza romana decise di venderlo, anzi svenderlo nell’estate del 2011 per 8 milioni di euro al Psg, nobilitato dai petrodollari dello sceicco qatariota Al Khelaifi. Per FenoMENEZ, cresciuto nella capitale francese, fu un ritorno a casa. Era infatti cresciuto nella più malfamata banlieu di Parigi, la 94, tatuata sul cuore e citata dal numero sulla sua maglia di gioco. Radici mai rinnegate, nonostante una quotidianità complessa, tra omicidi, rapine, furti e scontri con la polizia.Ma l’aria di casa non gli ha giovato troppo. Anche al Paris Saint Germain non ha espresso tutto il suo valore, proprio come a Milano. Ad oggi Menez rimane quindi un grosso punto interrogativo, grande come quello sulla sua riconferma in rossonero. Il Monaco stravede per lui. E sembra disposto a tutto per portare “Houdini” nel Principato. Houdini è un altro soprannome del francese. E pare anche molto azzeccato.  Come il celebre illusionista, anche Jeremy  incanta la platea con i suoi numeri da prestigiatore. Soprattutto quando ha il pallone tra i piedi.Non c’è dubbio: Menez è un giocatore talentuoso. Ma il talento da solo non basta per diventare un top player. Però può impedirti di finire in galera. Soprattutto se vieni dalla Banlieu 94.Mariano MessineseTwitter:@MarianoWeltgeis  

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