AMARCORD – GIGI LENTINI, CAMPIONE DI SFORTUNA

AMARCORD – GIGI LENTINI, CAMPIONE DI SFORTUNA

Gianluigi Lentini (fonte foto: www.chroniclelive.co.uk)
Gianluigi Lentini (fonte foto: www.chroniclelive.co.uk)
Raccontare la storia di Lentini non è semplice: la sua carriera è un intreccio di talento, sfortuna, fra letti di ospedale, aule di tribunale e lampi di classe in campo. Ma procediamo con ordine. Gianluigi Lentini all’inizio degli anni ’90 è uno dei giocatori più promettenti del panorama italiano e non solo. Cresciuto nel vivaio del Torino in poco tempo diventa una delle colonne portanti del Torino di Mondonico, una squadra rude come gli interventi di Tarzan Annoni e i tackle di Policano, figliocci del Mondo. Con la maglia del Toro, il trequartista da piedi vellutati, sfiora una coppa uefa nella finale contro l’Ajax, quella della famosa sedia alzata al cielo dal tecnico granata che dovrà accontentarsi solo di quella, perchè la coppa la alzeranno al cielo i lancieri di Amsterdam. Lentini invece quella finale la vide per 85′ dalla panchina, prima di entrare per 5 “riveriani” minuti. La stagione 91-92 si conclude quindi con una grande delusione, ma c’è tempo per vincere tutto. Soprattutto perchè un mese dopo il trequartista di Carmagnola si trasferisce al Milan, la squadra più forte del mondo in quel periodo. Non è un trasferimento semplice, sia perchè esplode la rabbia dei tifosi granata per la cessione del giocatore più talentuoso, sia perchè il pagamento avviene in maniera poco ortodossa: 18,5 miliardi di lire, più altri 10 non a bilancio, cioè in nero, ovvero senza pagare le tasse allo stato. Due anni dopo scoppierà la grana giudiziaria che porterà Berlusconi e Borsano, presidente del Torino, sul banco degli imputati durante il “processo Lentini”, successivamente prescitti nel 2002.Ma lasciamo il palazzo di giustizia e trasferiamoci sul rettangolo verde. La prima stagione in rossonero è esaltante: 30 presenze 7 gol, scudetto e supercoppa in bacheca, ma ancora una volta una finale persa, questa volta contro l’OM che vince la Coppa dei Campioni. Poi il 3 agosto 1993 la vita di Lentini cambia per sempre, almeno quella professionale: si schianta a 200 km/h sull’autostrada. Finisce in coma, ma si salva e torna anche a giocare sul finire della stagione festeggiando il secondo scudetto consecutivo e una coppa dei campioni, nell’epico 4-0 al Barcellona. L’anno successivo parte spesso dalla panchina, colleziona 17 presenze, 5 gol e l’ennesima finale persa, ancora una volta contro l’Ajax, ancora una volta da spettatore. Come ammetterà in seguito, quel giorno Lentini ha detto addio al grande calcio. Per la prima volta, dopo l’incidente, si sentiva bene, eppure Capello decise di non schierarlo. Fu una vera batosta, dalla quale non si riprese più.A 25 anni la stella del calcio italiano si spegne più rapidamente di una sua serpentina. Dopo un altro anno da comparsa, Lentini lascia Milano per la provincia e si trasferisce a Bergamo, dove ritrova Mondonico. Con la maglia delll’Atalanta gioca con continuità e segna 4 gol. Ma il richiamo del Torino è troppo forte tant’è che dopo un anno torna da figliol prodigo dov’è cresciuto. Dopo 3 stagioni in granata vissute in ascensore tra A e B, si accasa a Cosenza che lo incorona Re Luis. Ci resta 3 anni, prima di girovagare nelle serie minori. Si è ritirato nel 2012, in pratica l’altro ieri. Anche se a distanza di tanti anni da quella notte di agosto del ’93, c’è sempre il rammarico per quel maledetto incidente…Mariano Messinese Twitter: @Mariano Weltgeis

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy