AMARCORD – DERBY, PETARDI E VERGOGNA

AMARCORD – DERBY, PETARDI E VERGOGNA

fonte foto: gazzetta.it
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Bei tempi quelli in cui Milan e Inter trasportavano la rivalità cittadina in Europa. Nel 2003 si giocarono un derby in semifinale di Champions. Sfida tiratissima fino all’ultimo minuto. Passò il Milan. Si replicò due anni dopo ai quarti di finale: altro successo per i rossoneri. D’accordo, bei tempi, più per il Milan che per l’Inter. Ma forse, qualche tifoso nerazzurro oggi guarda a quelle sconfitte con un po’ di nostalgia. Anche perchè il presente è tetro, e la stracittadina è diventata una scaramuccia per assicurarsi (forse, perchè nemmeno quello è sicuro) un posticino nell’Europa meno importante.Ma non è oro tutto quello che luccica, soprattutto nel match del 2005. Tanti campioni sul rettangolo verde (Kakà, Sheva, Vieri, Veron ,Maldini ecc), 76 paesi collegati per assistere all’Euroderby. Eppure, invece della remuntada dell’Inter -sconfitta 2-0 all’andata- va in in scena la vergogna.San Siro 12 aprile 2005: minuto 75. Il Milan è avanti 1-0 grazie al gol di Sheva,La qualificazione è in cassaforte, chiusa a tripla mandata. L’arbitro Merk ha appena annullato una rete a Cambiasso. Non avrebbe cambiato la storia, ma almeno salvato l’onore. Gli ultrà nerazzurri non gradiscono. In Spagna sarebbe partita una panolada. Ma qui siamo in Italia. E le cose funzionano diversamente. La curva Nord si scatena: volano insulti e soprattutto petardi. Uno di questi colpisce alla spalla Dida. Il portiere, eroe dell’andata, si accascia al suolo e viene soccorso. Esce in barella. La furia non si placa.  L’area di rigore del Milan diventa un fortino sotto assedio. L’arbitro sospende il match. C’è una foto che descrive meglio di ogni altra cosa: al centro del campo Materazzi e Rui Costa che osservano il triste spettacolo. Un braccio del difensore interista appoggiato sulla spalla del rossonero, un gesto distensivo nel caos.La partita non riprende più. Tutti a casa. L’Uefa assegna al Milan il 3-0 a tavolino. In Italia il giorno dopo lo Stato , come al solito,  si indigna e si impegna a risolvere il problema. Ma come canta De Andre, getta la spugna con gran dignità. Il Milan proseguirà la sua cavalcata in Champions. Arriverà in finale. E per 45′ la  vincerà anche. Prima che accada l’irreparabile. Ma questa è un’altra storia. Drammatica. Ma solo per il risultato.Mariano Messinese  Twitter:@MarianoWeltgeis

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