AMARCORD – BAGGIO AL MILAN, POCHI GOL E TANTI RIMPIANTI

AMARCORD – BAGGIO AL MILAN, POCHI GOL E TANTI RIMPIANTI

Roberto Baggio (fonte foto: profabe.free.fr)
Roberto Baggio (fonte foto: profabe.free.fr)
Avversari in campo, ma soci in affari. Nella prima metà degli anni ’90 Milan e Juve si contendono la leadership del calcio italiano, ma trovano anche il tempo per sedersi a un tavolo e trattare l’acquisto di Roberto Baggio, il giocatore italiano più forte in quel momento o comunque il più famoso. Eppure la fama del Divin Codino, fresco vincitore dello scudetto con i bianconeri, è offuscata dalla stella del giovane Del Piero. Insomma, il solito dualismo tra numeri dieci, affascinante purchè non diventi un tormentone. La dirigenza juventina nell’estate del ’95 si trova di fronte a un bivio, al classico gioco della torre, anzi della Mole: chi buttare giù ? Alla fine la scelta ricade su Roby Baggio. Del resto i rapporti tra il fantasista di Caldogno e la Triade sono tesi e con Marcello Lippi sono anche peggiori.Baggio precipita dalla torre, ma ha il paracadute del Milan. L’accordo è raggiunto: 18 miliardi alla Juve, 2 a lui. Lo ha voluto Capello, ma anche con il tecnico di Pieris non sarà tutto rose e fiori. Anzi. Il numero dieci si presenta al ritiro estivo in ritardo di condizione e a ottobre si infortuna alla coscia. Il Milan non ne risente. Vola in classifica e vince lo scudetto, e nonostante qualche intoppo fisico, anche il Codino riesce a dare il suo contributo: 28 presenze e 7 reti in campionato. Numeri non entusiasmanti, sia chiaro, soprattutto per l’investimento. Ma il successo in superficie nasconde il terremoto che si agita in profondità. L’anno dopo si chiude il ciclo Capello e arriva il maestro Tabarez. L’uruguaiano ha le idee chiare: davanti giocherà il tandem Weah- R.Baggio. Ma le buone intenzioni non bastano, soprattutto quando i risultati latitano. E il Milan di inizio stagione stenta, eccome se stenta e R.Baggio finisce in panchina.Ma quella panchina non è solida. Dopo un po’ si ribalta e disarciona Tabarez. Ma è come saltare dalla padella alla brace. Almeno per il trequartista rossonero. Perchè il nuovo allenatore è il profeta di Fusignano, Arrigo Sacchi.Alt, piccolo passo indietro: mondiale “Stars & Stripes ’94”. L’Italia è rimasta in 10 contro i lungagnoni norvegesi. Sacchi, deve sacrificare un giocatore per far entrare Marchegiani. Un’altra volta il gioco della torre. Chi sostituire? Il tecnico della Nazionale non ha dubbi: esce Roby Baggio a malincuore. E’ un eufemismo, perchè nel lasciare il campo le telecamere lo inquadrano mentre si porta l’indice alla tempia, come a dire “Ma questo qui è matto!”.Vecchie ruggini e antipatie personali impediscono ogni forma di chiarimento. In pratica è come dormire su un vulcano ancora in attività. E puntualmente il vulcano erutta in una sera d’aprile. Anzi, in una serataccia, quella dell’incredibile 1-6 contro la Juve. Sacchi di fronte a quello scempio non può manco mettersi le mani nei capelli, i motivi li intuirete da soli. Dopo un’ora di gioco e sullo 0-3, decide di mandare in campo Baggio.Io ti sostituisco, io ti getto nella mischia. Eh, no. Non funziona così. Il fantasista nicchia, finge di non aver sentito. Alla fine ci pensa l’allenatore in seconda, Carmignani, a convincerlo e a scongiurare l’ammutinamento. Ma ormai la frattura è avvenuta.Il Milan chiude l’annata disastrosa all’undicesimo posto. Sacchi saluta e se ne va. Torna Capello. Il tecnico di Pieris fa capire che Baggio non rientra nei piani. Scorrono i titoli di coda. Sì, ma di quale film? Le luci della ribalta di Chaplin, pensano in molti. Gli ingredienti ci sono tutti: l’idolo delle folle che si incammina sul viale del tramonto, il triste epilogo del campione acciaccato e invecchiato. Ma la storia smentirà questa ipotesi. E a Bologna R.Baggio vivrà una nuova giovinezza.Mariano Messinese Twitter:@MarianoWeltgeis

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