AMARCORD – 20 GENNAIO 1985, IL DEBUTTO DEL NUMERO 3

AMARCORD – 20 GENNAIO 1985, IL DEBUTTO DEL NUMERO 3

Paolo Maldini - fonte www.bbc.co.uk
Paolo Maldini – fonte www.bbc.co.uk
Il mito compie 30 anni. Non anagrafici, sia chiaro, anche perchè la carta di identità ne assegna qualcuno in più. Ma sono passati appunto tre decenni dal debutto di Paolo Maldini in Serie A. Era il 20 gennaio 1985 e al Friuli l’Udinese stava vincendo 1-0 contro il Milan. Si fece male Sergio Battistini e allora Liedholm mandò a scaldare Paolo che aveva 16 anni ed era il figlio di Cesare, bandiera rossonera degli anni’60. Il “barone” ha sempre un occhio di riguardo per i talenti, li riconosce all’istante, anche perché mastica calcio dai tempi in cui faceva 5 km a piedi per raggiungere la scuola. La sua intuizione è giusta: quel ragazzo ha un grande avvenire davanti. E infatti da quel giorno quel sedicenne non si accomoda più in panchina, ma si sistema sulla fascia sinistra con il vento ad accompagnare le sue accelerazioni e a spettinare i suoi lunghi capelli. Non abbandonerà più quella parte di campo, se non per riciclarsi come centrale di difesa, senza comunque perdere la sua eleganza.In poco tempo il poster di Maldini campeggia sulle pareti dei tifosi rossoneri e non solo. Tanti ragazzini, non solo italiani, hanno il suo poster in camera, gli stessi che sognano di emulare le sue gesta sul campo un domani. Tra questi ci sono Lahm, Puyol, Chiellini e lo stesso De Sciglio, ultimo prodotto del vivaio rossonero. Non a caso il capitano milanista si è piazzato in due occasioni al terzo posto nella classifica per il pallone d’Oro, ed è stato inserito nel miglior undici di tutti i tempi dalla rivista inglese World Soccer. Uno dei più forti in quel ruolo, se non il più forte.Ma la storia di Maldini abbraccia quella del Milan, le due strade convergono e portanto ad una stanza adorna di trofei e record: 7 scudetti, 5 supercoppe italiane, 1 coppa Italia, 5 Champions League, 5 Supercoppe Uefa, 2 Coppa Intercontinentale,1 Mondiale per Club, 902 presenze in rossonero, oltre 1000 in carriera, considerando quelle in Nazionale.Maldini e il Milan: impossibile pensarli separatamente, soprattutto dopo aver celebrato nel 2009 le nozze d’argento: 25 anni di matrimonio. Una lunga storia d’amore costellata di tanti successi e qualche inciampo. Come nella drammatica notte della finale di Istanbul immortalata dall’incredibile rimonta del Liverpool da 0-3 a 3-3. In quella occasione Maldini segnò anche il gol più veloce della storia della Champions, ma probabilmente, visto l’esito , avrebbe fatto a meno di quel record. O come ai mondiali del 2002, quando la meteora Ahn Jung Hwan lo sovrastò sullo stacco aereo condannando l’Italia all’eliminazione. Qualcuno disse che aveva imboccato il viale del tramonto. Ma così non è stato. Perchè, anche a costo di essere retorici, il vero campione è quello che si rialza dopo essere finito a terra. E Maldini lo ha fatto proprio come il miglior Rocky Balboa dopo un gancio tritanaso di Ivan Drago. Non si è arreso e ha giocato altri 7 anni, prima di ritirarsi il 31 maggio 2009 al termine di Fiorentina- Milan.Al Franchi i colori rossoneri non sono mai stati molto amati. Eppure tutto lo stadio gli concesse la standing ovation durante la passerella finale. Del resto, nonostante indossasse un’altra maglia, i tifosi avversari hanno sempre riconosciuto a Maldini, per citare l’Equipe, “quel senso della morale, del dovere, della fedeltà e dell’etica che ne fanno una delle icone del calcio”. Insomma, caro Paolo, ci manchi.Mariano MessineseTwitter: @MarianoWeltgeis

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy