MILAN: 3cose che non vanno

MILAN: 3cose che non vanno

Dopo la scialbo pareggio contro il Carpi, sono diverse le cose che non vanno in questo Milan. Analizziamole nel dettaglio.

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Temperamento

Mattia De Sciglio Carpi Milan
Mattia De Sciglio durante Carpi – Milan (credits: GETTY Images)

Le difficoltà maggiori mostrate dal Milan contro il Carpi sono di natura psicologica. Una grande squadra si vede innanzitutto dal modo in cui sta in campo, sin dal primo minuto: testa alta, giocate rischiose e tiri frequenti. Niente di tutto ciò si è verificato domenica sera, soprattutto nella prima mezz’ora. Lo sguardo era sempre a terra, per cercare di proteggersi dall’altissimo pressing avversario; i passaggi in orizzontale e all’indietro dominavano i pensieri rossoneri; l’unico tiro nei primi trenta minuti è stato un tentativo da lontano di Niang che non ha centrato la porta. La percezione era quella di una squadra impaurita e frenata dall’obbligo di vincere, obbligo delle grandi squadre. Questa situazione allora potrebbe essere il frutto della pericolosa rivoluzione che ha portato il Milan a privarsi di quasi tutti i protagonisti dell’ultimo ciclo vincente, quello dello scudetto di quattro anni fa (sono rimasti solo Abbiati e Abate). Senza una mentalità vincente e senza campioni che possano trasmettere questa mentalità al resto del gruppo, anche andare in casa del Carpi e imporre il proprio gioco diventa terribilmente difficile.

Federico Graziani

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy