#3MOTIVI PER CUI IL TERZO POSTO NON E’ UTOPIA

#3MOTIVI PER CUI IL TERZO POSTO NON E’ UTOPIA

Champions League - Fonte: www.sportrade24.it
Champions League – Fonte: www.sportrade24.it
Questi due giorni di calcio europeo hanno lasciato indubbiamente degli strascichi sparsi per il vecchio continente. In Inghilterra si sono accorti che non è stato benaugurante cinguettare che Totti non avesse mai segnato su quel suolo. Allegri ha subito con mesi di ritardo la dura legge del Vincente Calderon. Già, ma non solo chi è sceso in campo, oggi, deve pagare le conseguenze. Anzi, forse è proprio chi non ha giocato che ha riportato le ferite maggiori. Chi non ha potuto far altro che sentire quelle note e restare a guardare. Zadok the Priest non è qualcosa che evapora nell’aria innocentemente. Impossibile, quella canzone scalfisce il cuore. Quella musica non può far altro che portare a galla i ricordi di notti indimenticabili. Quei mercoledì da Milan per cui non si vedeva l’ora di alzarsi alla mattina solo per comprare i quotidiano spirtivi. Insomma un anno senza Coppa Campioni è duro, di quelli che ti segnano, ma sognare il terzo posto non è qualcosa da utopisti. Ecco quindi #3Motivi per cui il terzo posto non è un’utopia. 1) Senza errori individuali quanti punti avrebbe portato a casa il Milan? Facciamo un conto. Prima o poi finiranno. Se le prime due partite sono state vissute come un carico di entusiasmo senza precedenti, non si può dire altrettanto per gli ultimi centoottanta minuti. La notte del Tardini aveva lasciato presagire ad una difesa ballerina, ma nessuno si sarebbe immaginato quello che è accaduto ad Empoli e a Cesena. Al Castellani, Inzaghi ha dovuto pagare dazio di un vecchio vizio della casa. I gol subiti da palla inattiva sono scheletri che sono usciti prepotentemente dagli armadi. Già, ma entrambe le reti sono anche figlie di due errori singoli che portano la firma di Daniele Bonera. Al Dino Manuzzi, invece, è Abbiati a tradire Pippo. Insomma, il Milan non avrà di certo brillato come nelle precedenti uscite, ma senza errori evitabilissimi si poteva fare tranquillamente bottino pieno. Le singole sbavature devono assolutamente finire. Non c’è tempo per commettere quel tipo di errori se si vuole raggiungere quel maledetto terzo posto. Attenzione e concentrazione potrebbero essere la panacea a questo male. 2) Le altre balbettano: Napoli e Inter non irresistibili, Fiorentina e Lazio molto indietro. “È dei miserabili la soddisfazione di vedere un altro andare in malora.” Sempre meglio guardare ai problemi di casa propria. Già, Juve e Roma sono di un altro pianeta, ma alle loro spalle non c’è una terza forza più forte delle altre. All’ombra del Vesuvio, la panchina di Benitez è rovente più del vulcano. Mazzarri sembrava aver trovato la formula magica, ma i suoi ragazzi hanno patito le giostre di Zemanlandia. A Firenze la premiata ditta Rossi – Gomez è chiusa e i gol non arrivano. La Lazio sembra essere troppo altalenante per la lotta all’ultimo posto utile per la Coppa Campioni. Sampdoria ed Udinese sono due mine vaganti, ma non sappiamo quanto potranno reggere nel lungo periodo. Insomma, Inzaghi non sorriderà di certo guardando alla propria difesa, ma nemmeno sulle altre panchine si vedono dei grandi sorrisi. Il terzo posto potrebbe essere una lotta aperta a più pretendenti. 3) Ora no, ma più avanti incideranno anche gli impegni europei. Il Milan non li ha ed è la squadra con migliori margini di miglioramento. La campagna in Europa è appena cominciata per le squadre italiane, ma le fatiche e le conseguenze non tarderanno a farsi sentire. Inzaghi ha la squadra libera in settimana. Insomma, Pippo ha tutto il tempo che vuole per preparare al meglio la partita della domenica. I suoi colleghi non ne avranno materialmente il tempo. Quella che è sicuramente una negatività, deve trasformarsi in un’arma a nostro favore nella lotta per l’Europa che conta. Inoltre, l’undici rossonero è, ancora, un cantiere aperto con molti margini di miglioramento. Aggiungete al tutto l’entusiasmo, la carica e la determinazione di Pippo. Tutte armi che le avversarie non potranno mai avere.Paolo Nicoli 

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