#3 MOTIVI PER…PRENDERE CON LE PINZE L’AUDI CUP

#3 MOTIVI PER…PRENDERE CON LE PINZE L’AUDI CUP

Audi cupIl Milan si lecca le ferite. Illuso ma non troppo dalle buone gare cinesi contro Inter e Real, la truppa di Mihajlovic, dopo l’Audi Cup appena conclusa, si è risvegliata bruscamente, tornando sulla Terra dalla Luna sulla quale era stato proiettato e di fronte ad una marea di problemi da risolvere il prima possibile. Piccoli o grandi che siano, ammessi dallo stesso tecnico serbo nell’immediato post gara contro il Tottenham.Ma forse, essendo il 6 agosto, non tutto è perduto, e non tutto è così negativo come sembra. Non si era dei fenomeni prima, non si è dei brocchi ora. Ma andiamo con ordine.Sono tre i principali motivi che potrebbero permetter di prendere con le pinze il gioco e i risultati rossoneri appena visti nell’Audi Cup 2015.1. LA CONDIZIONE FISICA – Non è mai una scusa valida, ma è semplicistico non considerare che delle quattro squadre impegnate nel torneo bavarese, il Milan era proprio quella più indietro nella condizione fisica. Questo non basta a giustificare i 5 gol subiti, le zero reti realizzate e due gare giocate praticamente a rincorrere gli avversari, ma la pesantezza delle gambe dei milanisti era palese e probabilmente, analizzando a mente fredda le partite, è anche normale che sia così dopo neanche un mese di allenamento e soprattutto con metodi nuovi e completamente diversi dai precedenti. L’esempio di Montolivo è esplicativo in tal senso.2. I MECCANISMI DA OLIARE – Le due squadre affrontate a Monaco, oltre ad essere avanti nella condizione fisica, lo sono anche per i meccanismi di gioco e per le trame usate in campo. Oggettivamente il Bayern Monaco è una delle più forti squadre del mondo, di un altro pianeta attualmente. Il lavoro di Guardiola non sfugge agli occhi, non importa chi giochi, ma tutti si trovano all’unisono come se giocassero insieme da una vita. Come il Tottenham, che squadrone non è ma che gioca insieme da diverso tempo e i meccanismi d’altronde sono ben oliati. Quello che ora manca al Milan. Dopo due anni giocati all’acqua di rose, ci vuole ancor del tempo per capire bene i meccanismi di gioco voluti da Mihajlovic, con un modulo nuovo e soprattutto una mentalità diversa che è la parte difficile da inculcare nella testa dei giocatori rossoneri.3. GARE TROPPO RAVVICINATE – Il rischio di giocare due tournée così importanti in un periodo così ristretto era il rischio più grande che si poteva correre. Giocare contro Inter, Real Madrid, Bayern Monaco e Tottenham nel giro di una decina di giorni, per il Milan di oggi forse è un po’ troppo. Soprattutto per una squadra che deve ricostruirsi e ritrovare se stessa. Tutto questo, unito ai tanti chilometri in giro per il mondo che i milanisti si sono dovuti sorbire in neanche due settimane.Sicuramente questi 3 motivi non saranno scuse e neanche giustificazioni, ma vendendo le sconfitte da un’altra prospettiva, si potrà evitare di commettere errori che potrebbero compromettere già ora la prossima stagione.

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