#3 MOTIVI PER FARE TURNOVER

#3 MOTIVI PER FARE TURNOVER

Filippo Inzaghi a Milanello (fonte foto: www.fourfourtwo.com)
Filippo Inzaghi a Milanello (fonte foto: www.fourfourtwo.com)
La stagione rossonera ha le sembianze di una sinusoide in questi primi due mesi di campionato, alti e bassi; idem il rendimento di molti giocatori che sono passati da momenti magici a fischi assordanti, considerando il fatto che spesso han giocato sempre i soliti facendo una rotazione esigua, per questo sarebbe il caso di dare spazio a chi ha giocato di meno. Di seguito i 3 motivi principali per pensare al turnover:1) Molti titolari sono stanchissimi. Prendiamo tre situazioni: De Sciglio, Honda e Menez.  Il terzino, esclusa la prima di campionato, è stato sempre impiegato, se da un lato Inzaghi lo ha aiutato a fare esperienza, dall’altro lo ha spremuto fisicamente e mentalmente; anche per questo sono arrivate prestazioni non soddisfacenti, vedi i gol presi contro Fiorentina e Cagliari. Forse un po’ di riposo lo aiuterebbe a recuperare fisicamente. Anche il giapponese Honda ha sempre giocato e sino ad ora è stato il migliore in fase realizzativa 7 gol senza dimenticare il sacrificio in fase di ripiegamento, ma con Fiorentina e Cagliari ha iniziato ad essere stanco, mentre domenica contro il Palermo è stato praticamente nullo. Anche per lui un po’ riposo non guasterebbe, in vista anche dei suoi impegni con la Nazionale, le cui trasferte non sono proprio delle passeggiate salutari, ma bensì transvolate oceaniche. L’ultimo caso, il più spinoso, Menez: il francese dopo essere partito in quarta, con un gol di tacco in quel di Parma,  ha iniziato ad avvertire una calo di forma sensibile, con due panchine in quattro partite e un mare di fischi, dovuti ad errori marchiani, contro il Palermo. Anche lui forse oltre a dover cambiar atteggiamento in campo, capire che il calcio non è uno sport individuale ma collettivo e forse fermarsi a riflettere non sarebbe una cattiva idea.2) Giusto dare una chance alle riserve. Dato che hanno quasi sempre giocato gli stessi, anche riserve meriterebbero una chanche per dimostrare se sono da Milan o meno. Ad esempio Armero che è arrivato come un buon acquisto da rilanciare, ma che dopo un quarto d’ora , alla prima di campionato, è sparito dai radar. Anche per Pazzini lo stesso discorso, dopo aver contruibuito al raggiungimento del terzo posto nella stagione 2012/13 con 12 reti, l’anno scorso ha trascorso metà stagione a recuperare dall’operazione al ginocchio e l’altra metà a cercare di recuperare la forma smarrita, quest’anno si è visto a sprazzi,  in dieci partite ha giocato 78 minuti, tutti da subentrato negli ultimi minuti, domenica con 22 minuti giocati ha toccato l’apice di minutaggio,un po’ poco, meriterebbe una chance in più.  Si è parlato anche del progetto giovani, ma Albertazzi e Saponar,a per esempio, hanno fatto una presenza in due, stesso discorso per Van Ginkel che, arrivato dal Chelsea come sostituto di Montolivo, si è visto solo mezz’ora ad Empoli.3) Serve una scossa, molti giocatori rendono meno del dovuto. La carica portata da Filippo Inzaghi a inizio stagione sembra già essere finita, il Milan è di nuovo una squadra spenta, come quella di Allegri lo scorso anno.  Anche le visite presidenziali del venerdì sembrano non sortire alcun effetto. Anche per questo un rimescolamento delle carte potrebbe fare bene al gruppo, chi non gioca mai è “affamato” e potrebbe dare energie nuove, mentre chi verrà retrocesso in panchina troverà motivazioni nuove mentre cerca di recuperare il posto da titolare perduto. La sfida di questa sera con il San Lorenzo sarà un primo test, ma poi tutto dipenderà dalle scelte di Inzaghi…Matteo Anobile

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