#3 MOTIVI PER DARE FIDUCIA AD INZAGHI

#3 MOTIVI PER DARE FIDUCIA AD INZAGHI

Filippo Inzaghi, allenatore Milan
Filippo Inzaghi (fonte: www.ilovefootball.it)
Due punti in tre partite ed un calendario che, da qui a Natale, sarà tutt’altro che agevole, non impongono certo sentimenti di fiducia tra i tifosi rossoneri ed in tutto l’ambiente. In questi giorni si è detto molto sul calo, molto evidente, della squadra e sulla sua involuzione sia in termini di gioco che di grinta; come in ogni “crisi” che si rispetti, anche l’allenatore è finito nel mirino delle critiche anche se, a differenza di quello che accade in altri lidi, Inzaghi puó ancora contare sulla fiducia e sulla protezione della società come testimoniano le continue visite di Adriano Galliani a Milanello in questi ultimi giorni.I problemi ci sono e questo é innegabile, tuttavia é ancora presto per rinnegare una scelta (coraggiosa) fatta in estate a causa di una settimana disgraziata. I motivi per continuare ad avere fiducia ci sono e la storia del Milan ha dimostrato che grazie alla compattezza squadra-tecnico e societá i momenti difficili possono essere superati brillantemente. Vediamo brevemente quali possono essere le motivazioni di questa fiducia nei confronti di Inzaghi, il quale, dal canto suo, é il primo a sapere che urge al più presto una scossa ed un’inversione di rotta.1) Classifica: nonostante gli ultimi risultati negativi, la classifica resta ancora buona e lascia ampi margini per poter far parte del gruppo che si giocherá il terzo posto. Probabilmente, ad Agosto, molti tifosi e  molti addetti ai lavori avrebbero firmato per trovarsi dopo 10 giornate a sole tre lunghezze dal terzo posto. Nulla é ancora compromesso anche se é inutile negare che i punti lasciati per strada contro avversari alla portata potrebbero pesare a fine campionato. Ora il calendario si fa in salita ma paradossalmente per il gioco del Milan questo potrebbe essere anche un aspetto positivo e, giá da Sabato, la classifica potrebbe ritornare a sorridere.2) Impegno e dedizione: Pippo é sempre stato un gran lavoratore; da calciatore viveva a pane e calcio e nella nuova veste di allenatore sta facendo altrettanto. Siamo certi che in queste settimane (approfittando anche della sosta di metá novembre) Inzaghi lavorerà ancor di più sia con la squadra sia con i suoi collaboratori per trovare nuove soluzioni e tornare ai livelli di inizio campionato. Siamo sicuri che il mister non mollerà niente e, potendo contare anche sul supporto della Società, potrà dare il massimo e trasmettere i giusti segnali ai suoi giocatori.3) Il progetto è solo all’inizio: non va dimenticato che Pippo Inzaghi è alle prese con la sua prima esperienza da allenatore di una squadra professionistica e gli va quindi concesso tutto il tempo necessario; in fin dei conti ha perso solo due partite (di cui una di misura contro la squadra comunemente riconosciuta come la più forte del campionato) ed ha comunque messo insieme più punti dei suoi ultimi predecessori. E’ ancora presto per i processi sia perché la classifica è tutt’altro che compromessa sia perché la storia recente, purtroppo anche del Milan, ha dimostrato che mettere in discussione un allenatore alle prime difficoltà non porta alcun beneficio e rischia di far perdere un’altra stagione. Ovviamente Inzaghi puó e deve migliorare tanto ma, al costo di ripeterlo all’infinito, va supportato a tutti i livelli perché una rifondazione deve partire necessariamente da basi solide e deve anche contemplare alti e bassi.  Paradossalmente, Pippo, andrebbe anche invitato a sbagliare con la sua testa evitando inutili intrusioni e pressioni su moduli e numero di punte da schierare in campo.Gaetano De Pippo

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