#3 MOTIVI PER CUI LA CURVA SUD HA RAGIONE. MILAN, PIU’ CHIAREZZA

#3 MOTIVI PER CUI LA CURVA SUD HA RAGIONE. MILAN, PIU’ CHIAREZZA

Adriano Galliani e Silvio Berlusconi
Adriano Galliani e Silvio Berlusconi
Una crisi senza sosta quella che sta risucchiando il Milan in quest’ultime settimane, mesi, anni. Il ‘diavolo’ ha perso lo stile che lo ha contraddistinto da sempre, e adesso non fa più paura a nessuno. Complice soprattutto una società assente e poco chiara. Il pensiero della curva sud rossonera (leggi QUI) è lo stesso di ogni tifoso milanista, che ormai si sente solo. Ecco perché Pianeta Milan vi stila una lista dei 3 motivi per cui la curva sud ha ragione.1) PROGETTI SBANDIERATI E MAI PARTITI – Bastano dei piccoli flashback per ricordare i recenti progetti conclamati dalla società. Dal tanto atteso ‘Progetto giovani’ fino ad arrivare al ‘Progetto italiani’. Programmi, ahi noi, portati via dal vento e forse mai entrati realmente negli uffici di Casa Milan. Della fiducia ai giovani non si vede neanche l’ombra. Sbarcano a Milanello per sparire come meteore e risorgere altrove (vedi gli ultimi casi di Niang e Saponara). Cosi come gli italiani. Proprio per questo non può che non nascere un dubbio: che senso ha ingaggiare Suso (nazionalità spagnola) per farlo sedere in panchina ogni domenica? Non sarebbe stato meglio puntare su Baselli o promuovere un giovane dalla primavera?2) SUL TETTO DEL MONDO. CON QUALE PROGETTO? – “Torneremo grandi”, quante volte abbiamo sentito questo slogan? Purtroppo è proprio vero: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Berlusconi e Galliani continuano a ripetere che la rosa del Milan è competitiva, e che fra qualche anno si tornerà a vincere. Di questo passo, però, sul tetto del mondo non ci torneremo neanche fra 20 anni. Qual è il progetto che si cela dietro le sole parole? Forse la cessione del club? Se cosi fosse, tanto di cappello. Ma la verità è che, ad oggi, non si vede uno straccio di progettazione. Almeno che la società ci degni di chiarezza. Sarebbe il minimo.3) CRISI TECNICA. QUANDO GLI INVESTIMENTI? – Per vincere, nel calcio come in tanti altri sport, è necessario un grande allenatore. Nessuno lo mette in dubbio. Ma la crisi rossonera si ripete da due anni, in cui si sono succeduti tre tecnici. Comprensibile, dunque, che la causa del disfacimento milanista non può essere attribuito soltanto al tecnico. Allegri e Seedorf prima e Inzaghi poi non sono riusciti a rimettere in piedi la squadra. Forse la rosa non è all’altezza? Come mai nessuno si è mai posto questa domanda? Inutile girarci attorno, c’è bisogno di investimenti. E la ricostruzione della rosa, senza quelli, non può essere attuata. In caso di mancanza di grana o voglia, allora sarebbe meglio vendere l’intera società. Non crede, presidente?

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